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UNA PROF DELLA COLUMBIA UNIVERSITY NE RESTA AFFASCINATA
All’Università di New York si studia
il Maggio
Corsi al via dal 2004. Jo Ann Cavallo ne fa anche
un video. “Ho scoperto che in Appennino vivono ancora i cavalieri
antichi!”. Un altro americano negli anni Cinquanta registrò “Brunetto
e Amadore” a Costabona.
di Edda Chiari
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| La prof.ssa Jo Ann Cavallo porta
il Maggio alla Columbia University |
Jo Ann Cavallo è professoressa di ruolo alla Columbia University,
dove insegna letteratura e cultura rinascimentale. E’ l’autrice
di Boiardo’s ‘Orlando Innamorato’: An Ethics
of Desire (London: Associated University Presses, 1993) e The Romance
Epics of Boiardo, Ariosto and Tasso: From Public Duty to Private
Pleasure (Toronto: University of Toronto Press, 2004), oltre a
vari saggi su Dante, Castiglione, Giordano Bruno, Elsa Morante
e sull’Opera dei Pupi siciliani. Nell’agosto scorso,
presso il Museo del Maggio di Villa Minozzo, a un nutrito e attento
pubblico ha presentato il suo video di 93 minuti, Il Maggio emiliano:
ricordi, riflessioni, brani, in cui ha inserito brani cantati,
interviste ai maggiori esperti di Maggio, autori e maggerini delle
compagnie emiliane ancora attive. E’ un documentario bellissimo
e ben studiato, sia per le immagini e la musica che come montaggio,
ed è stato interessante sapere da lei che quello è stato
il frutto del lavoro di una persona desiderosa di documentare un’importante
e unica forma di teatro popolare, di valorizzarla e di farla conoscere
meglio anche fuori dai suoi confini. Al momento sta facendo delle
ricerche su come il Maggio epico e l’opera dei Pupi siciliani
recuperano e rielaborano l’epica cavalleresca medievale e
rinascimentale. La professoressa Cavallo ha risposto ad alcune
domande permettendoci di avere un’opinione “estera” sulla
valenza che ancora oggi può avere uno spettacolo come il
Maggio.
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| La sede della Columbia University
di New York. |
Com’è venuta a conoscenza dell’esistenza
del Maggio? “Dal 1995 dirigevo un corso estivo per
la Columbia University a Scandiano, dove insegnavo Boiardo e Ariosto.
Nel 1997,
degli amici scandianesi mi hanno detto che in montagna si faceva
una specie di teatro popolare con temi cavallereschi e, visto il
mio entusiasmo, mi hanno accompagnata a Frassinoro per vedere Il
ritorno di Ulisse”.
Cosa l’ha colpita dello spettacolo
la prima volta che ha assistito?
“Fu un amore a prima vista,
devo dire. Sono rimasta impressionata da come, attraverso il testo
poetico, la musica, il canto, lo sfondo naturale, il cerchio di
spettatori, insomma tutti gli elementi che costituiscono il Maggio,
lo spettacolo riuscisse a trasmettere i sentimenti e i temi di
Omero in un modo forte e sentito. Il teatro, dopo tutto, prima
dell’invenzione della televisione e del cinema, era il veicolo
privilegiato per far vivere le storie, e quindi per creare e confrontare
le ideologie, per creare e sostenere i ricordi e l’identità collettivi,
e infine per cercare di capire cosa significa essere umano. Quel
giorno ho visto che il Maggio svolge ancora questo compito. Poi,
questi stessi amici mi hanno messa in contatto con Natascia Zambonini,
che mi ha aperto le porte, per così dire, al mondo del Maggio”.
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| Il quadro naif di Angelo Corsini
che campeggia sulla copertina del video prodotto dalla studiosa
americana. |
Che significato crede che un simile spettacolo oggi possa avere
per uno spettatore: quello di un semplice residuo del passato o
qualcosa di più?
“ Il cambiamento c’è sempre
stato, seguendo le esigenze delle nuove generazioni, ma i cambiamenti
sociologici, tecnologici ed economici degli scorsi decenni hanno
portato all’abbandono delle culture locali secolari in un
modo drastico. La globalizzazione culturale sta producendo una
specie di McDonald’s della cultura. L’etnomusicologo
Alan Lomax, che negli anni Cinquanta girava l’Italia registrando
canti popolari, e che ha registrato anche il Brunetto e Amadore
a Costabona, ha espresso il problema in questi termini: ‘Ciò che
una volta era un antico giardino tropicale di immenso colore e
varietà corre il pericolo di essere sostituito da un piacevole
ma sterile e sonnolento sistema di autostrade culturali’ (The
Saga of a Folksong Hunter). Se ci sono luoghi in cui le tradizioni
popolari locali esistono ancora, è perché ci sono
degli individui che lottano con passione per mantenerle vive. Forse
la passione con cui si lotta è in rapporto all’importanza
che quella tradizione locale ha ancora nella vita della comunità che
la pratica. Se questo è vero, il Maggio non è per
niente un residuo del passato (anche se il legame con il passato è sentito
e tutelato), ma una forma di teatro vivente che ha qualcosa da
comunicare a tutti noi. Un importante segnale di vita, secondo
me, è che ci sono dei giovani che non solo cantano, ma scrivono
anche testi nuovi. E poi vedere che nelle cene dopo il Maggio non
solo si recitano quartine ricordate a memoria, ma se ne improvvisano
delle altre ex novo, in onore agli ospiti, al cuoco, alla signora
che ha servito i piatti: per me significa che la ‘poesia
maggerina’ è oggi ben viva in queste zone”.
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| L’immagine di Clorinda
Rondini vincitrice del concorso. |
La conoscenza del fenomeno Maggio ha portato qualcosa di nuovo
al suo lavoro? “ Certamente! Prima di tutto, dovrei precisare
che sono studiosa dell’epica rinascimentale. Nel 1993 ho
pubblicato un libro sul Boiardo, il poeta che amo di più,
e ho un altro libro in corso di stampa sull’epica cavalleresca
dal Boiardo al Tasso, a parte vari saggi sulla letteratura rinascimentale.
E scoprire che i cavalieri antichi vivono ancora nell’Appennino
tosco-emiliano ha cambiato la direzione della mia ricerca. In questi
ultimi due anni, ho fatto del Maggio (e dell’opera dei Pupi)
un motivo di studio. Un saggio che mette a confronto queste due
forme di teatro uscirà quest’anno presso la rivista
Italian Culture, e spero anche di scrivere un libro sul soggetto,
ma allo stesso tempo mi sono resa conto che per far capire la straordinarietà di
quest’arte, non bastano le parole sulla carta. Mi è venuta
quindi l’idea di fare un documentario sul Maggio emiliano:
assumendo il ruolo di giornalista e cameraman insieme, e imparando
la tecnica del montaggio. Voglio trasmettere questa passione per
il Maggio anche ai miei studenti. Già nel 2000 ho portato
gli studenti del corso estivo a vedere il Maggio Rodomonte cantato
dalla compagnia “Monte Cusna” di Asta. Ora, per la
primavera del 2004, terrò alla Columbia University di New
York tutto un corso sulla narrativa cavalleresca nel Maggio tosco-emiliano
e nell’Opera dei Pupi siciliani. Leggeremo i testi medievali
e rinascimentali e poi vedremo filmati delle opere corrispondenti:
usando diversi strumenti metodologici possiamo arrivare a una comprensione
più approfondita di queste due forme di teatro popolare”.
Per rafforzare la conoscenza e la pratica degli spettacoli
del Maggio presso le nuove generazioni, da studiosa “estera” cosa
pensa si dovrebbe fare? “ Ho letto nell’ultimo numero
della rivista Cantastorie che quest’anno a Villa Minozzo
hanno fatto un laboratorio teatrale e musicale con i bambini della
scuola. Aggiungerei la mia voce a quella di Romolo Fioroni (che
ha dato la notizia) per dire che l’iniziativa non si perda.
Anzi, con l’interesse dei comuni in cui è ancora viva
la tradizione del Maggio, si potrebbe prevedere un programma, anche
succinto, da inserire in quelli di storia delle elementari e medie
e di letteratura alle medie superiori”.
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| VILLA/VINCONO RONDINI E
FIORONI
Immaggini premiate
Lo
scorso 31 agosto, a Villa Minozzo, si sono svolte le premiazioni
del 1° concorso fotografico “Immaggini”, indetto
dal Museo del Maggio in collaborazione con l’Ufficio
cultura del Comune, che aveva come oggetto le rappresentazioni
del canto del Maggio tosco-emiliano, inserite nell’ambito
della XXV Rassegna nazionale. La giuria tecnica, presieduta
dal sindaco Felicino Magnani, dopo aver esaminato le opere
dei numerosi partecipanti, ha assegnato il primo premio a Clorinda
Rondini (da anni collaboratrice del nostro mensile), mentre
il premio della giuria popolare è andato a Ermanno Fioroni.
Tutte le foto che hanno partecipato al concorso sono esposte
nelle sale del Museo del Maggio, dove saranno visibili fino
al 3 novembre.

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| La vincitrice Clorinda Rondini con il sindaco
Felicino Magnani e il comandante della Polizia municipale Elio
Ivo Sassi. |
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