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detto fra
noi
di Giuseppe Delfini
Si fa presto...
1. Si fa presto a dire “quest’altr’anno si
vota”. Per chi? E soprattutto, per che cosa? Non si tratta
di curiosità gratuita, ma di domande che riguardano il nostro
futuro. Non è lo stesso che un certo compito lo svolga una
persona invece di un’altra, un gruppo piuttosto di un altro.
E poi: con quali programmi e obiettivi? Con quali metodi e priorità?
Qualcosa si sta già muovendo, qualche input è stato
lanciato. Alcuni partiti hanno già promosso iniziative,
e a Castelnovo quelli che vorrebbero formare una lista civica si
sono già incontrati. Ci piacerebbe vedere, da qui in avanti,
e non solo per quanto riguarda le formazioni ufficiali, un vero
dialogo con la gente. A gruppi, per categorie, per realtà geografiche,
a mezzo stampa... Ma parliamo, confrontiamoci, ascoltiamo proposte
e proteste. Come ha fatto, anche se l’obiettivo non era elettorale,
la Chiesa col convegno itinerante sulla possibilità di vivere
in montagna. Tremiamo quando vediamo gruppetti autoreferenziali
che si straparlano addosso e si propongono come dei in terra. E
guai a contestarli. Se non sarà modificata la legge, nell’ambito
della Comunità montana cambieranno sindaco dieci Comuni
su tredici (tutti quelli nei quali si voterà). Niente male
come apertura di un nuovo capitolo. Quello che fin da ora ci auguriamo
che non accada è rivedere Comuni nei quali viene presentata
una sola lista. Chi si impegna è solo da ringraziare, anche
se scende in un campo nel quale manca l’avversario. Avere
però una possibilità di scelta, qualcuno che, qualunque
sia il responso delle urne, controlla e pungola chi governa, può solo
fare bene. E già che siamo in tema... Si fa presto a dire “si
vota nel 2004”. E se votassimo nel 2005? L’ha proposto
Pietro Ferrari, consigliere provinciale ed ex assessore a Castelnovo.
Tra gli altri vantaggi possibili, quello di accorpare in una sola
tornata elettorale e in un’unica spesa tutte le elezioni
di carattere amministrativo (comunali, provinciali e regionali),
separandole da altre, come le europee dell’anno prossimo,
di tutt’altro tono e genere. L’idea, non si capisce
perché, non ha raccolto quanto meritava, ma pensiamo valga
la pena ragionarne senza pregiudizi.
2. Si fa presto a dire “532”.
Provate però a non pensare alle centinaia di bancarelle,
a convegni, mostre o quant’altro, ma concentratevi su questo
tot di anni: quello caratterizzato dalla presenza nella nostra
capitale della fiera di San Michele, di gente che ha voluto fortemente
questo appuntamento. E non solo per sé. Da brivido. Godiamocelo,
ancora un’altra volta.
3. Si fa presto a dire “Parco”,
ma... “i montanari hanno bisogno di strade, e non solo di
Parchi”. La frase era in una bell’emmail di pochi giorni
fa, il cui punto di partenza era la Gatta-Pianello e quello di
arrivo la gente che vive in montagna. E’ la geografia che
per prima muove la storia, più degli uomini (condizionati
e formati dal posto in cui vivono e crescono). E la geografia è fatta
anche di strade, possibilmente percorribili e utilizzabili al meglio.
Perché non finisca la nostra storia. 4. Si fa presto a dire “acqua”,
ma quando manca è allarme rosso. A proposito: quest’estate
un noto senatore ha dichiarato che di acqua ce n’era, che
i prati erano verdi e che non c’era siccità. Il fatto
ci ha ricordato la barzelletta di quel tale che, di fronte all’insistenza
di un amico che diceva di aver letto sul giornale che gli asini
volavano, ha aperto le braccia, annuito e sentenziato: se l’ha
scritto il giornale voleranno... ma basso, basso, basso. Senatore,
di acqua ce n’era, ma poca, poca, poca. Non dimentichiamolo
fino alla prossima estate. Si fa presto a dire “acqua”...
g.delfini@tuttomontagna.it
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