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VETTO/DUE GIOVANI SCELGONO UN POSTO A MISURA
DUOMO
Gottano 15 anni dopo.
Sposi e contenti, dalla città!
Lo splendido sogno di nozze di Marco e Clizia è un
paesino che stava per scomparire. A costo di cambiare lavoro, vita
e... di qualche commento pazzo. Ma ripagati da eventi unici che
hanno il nome del postino, del panorama, dellintimità.
di Gabriele Arlotti
"E qui è accaduto qualcosa di davvero particolare.
Abbiamo conosciuto il postino".
E uno scorcio della bella storia di Marco Cervi, 28 anni,
e Clizia Nicolini (27) di Reggio Emilia città, che dopo
ben quindici anni hanno riportato un matrimonio a Gottano Sopra.
Non solo. Armi e bagagli in spalla, han deciso di venire a vivere
qui, a costo di sacrificarsi un po.
Ed ecco che, dallo scorso
11 maggio, per la gioia di don Carlo Castellini che ha celebrato
queste insolite nozze, Vetto e Gottano
contano due abitanti in più. Due tipi - e che tipi - della
pianura al cento per cento.
CHIAMATI DA UNA TORRE CAMPANARIA
"Lunica radice montanara - spiega Clizia - era rappresentata
da mia cognata, di Felina. Che però si è trasferita
in città".
Tutti vanno allingiù, alla ricerca del lavoro, delle
comodità, della vita a misura duomo. E voi, invece?
"Abbiamo
scoperto che Gottano è molto più a
misura duomo della città".
Tutta colpa degli occhi
accesi di Clizia: "Quando, con mio
padre, 4-5 anni fa, salimmo a trovare la nonna in campeggio al
Ventasso. Passando, venni attratta dalla torre campanaria di Gottano
e chiesi a mio padre di poter vedere cosa cera attorno: cera
questo paese che ci piacque subito. Poi, una sera, tornando da
Pontremoli a una cena...".
"Clizia me ne ha parlato - prosegue Marco - e così siamo
saliti per vedere se ancora cera la casa in affitto di cui
mi parlava".
Un piacere condiviso premiato dallincontro,
casuale, con i locatori, loro attuali proprietari di casa.
"Questa sistemazione labbiamo voluta subito e... subito
abbiamo fatto il contratto daffitto. Dapprima salivamo il
venerdì sera fino alla domenica sera tardi. Questa casa
rappresentava la nostra liberazione dalla città. Per me,
che residente allOrologio ero responsabile a Cadè di
un magazzino, per Clizia, che stava ultimando gli studi in Scienze
e tecnologie alimentari".
"Quando abbiamo deciso di sposarci - aggiunge lei - assieme
abbiamo maturato il sogno di venire a vivere qui".
In che modo?
Marco, con molto coraggio, cambia lavoro e da responsabile di magazzino
accetta di farcire ottime paste presso il Forno Simonazzi,
a Castelnovo. Clizia, laureatasi il 31 ottobre scorso, accetta
di impegnarsi in una ditta di motori elettrici con soli uomini,
la Bronzoni di Ramiseto.
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Clizia e Marco posano accanto al quadro realizzato
dal papà della sposa per le loro nozze. Grida matrimoniali
in puro stile ducale, rivolte a... sette abitanti, tanti
gatti e un cane. Che, se potesse parlare, ora si proclamerebbe
il decimo e orgoglioso abitante di Gottano (foto Gabriele
Arlotti).
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LE MAGIE DI GOTTANO, LE ANOMALIE DELLA CITTA
"Volevamo venire qui. Unica condizione posta era quella di
trovare un lavoro quassù. Basta adattarsi un poco e il lavoro
cè anche in montagna - spiegano allunisono -.
La città ha tante cose che funzionano, ma altre decisamente
no: rappresenta quanto di peggio ci possa essere per la psicologia
umana, è caotica, rumorosa... Qui, a Gottano, invece, ogni
angolo è particolare. Al lavoro si giunge già rilassati
solo per aver ammirato il paesaggio".
Un mondo incantato? "No, anche qui qualcosa che non funziona
cè. Ad esempio i proprietari di case che se ne sono
andati o vendono a prezzi altissimi le abitazioni o le lasciano
crollare. Un vero peccato. Soprattutto per chi vorrebbe ristrutturare
o, come noi, comprare per avere una casa nostra. Notiamo, inoltre,
che per i giovani della montagna il vivere qui è spesso
un problema, credendo che le possibilità di lavoro siano
nulle. Invece il lavoro non manca e noi, nel nostro piccolo, lo
abbiamo dimostrato. Qualche disservizio cè, ma così pure
in pianura. Vorremmo solo segnalare che Gottano Sopra non dispone
di un solo posto auto e, pur essendo paese matildico, vive solo
sulle spalle dei volontari locali. Cè un degrado insolito
per un paese così ricco di storia".
Ma la magia della
montagna la raccontano gli occhi entusiasti di Clizia: "In attesa di un lavoro indirizzato alla mia laurea,
ho comunque avuto modo di trovare, in unofficina meccanica,
un ambiente molto professionale, con compagni stupendi. Sapevamo
che provata lavventura della pianura non sarebbe stato male
provare quella della montagna. E avevamo ragione".
COMMENTI PAZZI PER UNA SCELTA VERA
Gottano Sopra da anni conosceva
solo un calo inarrestato degli abitanti. Pareva destinato a scomparire:
erano rimasti solo in
sette, meno della metà delle case! Pur essendo uno dei paesi
appenninici meglio conservati dal Medio Evo. Siete andati controtendenza... "Subito i nostri genitori hanno storto il naso, temendo una
vita per noi diversa, più di sacrificio. Insomma, dipende
dai punti di vista - si illumina ancora Clizia -. Mia nonna pensava
che neppure le strade fossero asfaltate. Ma alla fine anche i nostri
genitori ammirano questo posto. Sono anche un po invidiosi.
Singolari i commenti dei parenti. Ci hanno detto di tutto, pensando
a due giovani che si prendono su e vanno dove si crede ci sia solo
un eremo. Oppure, una mia amica, riferendosi al giallo di Cogne,
mi ha chiesto... ma poi lisolamento non può avere
effetti negativi?".
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Gli sposi subito dopo il matrimonio
(foto R. Gallosti per Digital Time Reggio Emilia).
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UNA SPLENDIDA NORMALITA
Salendo a Gottano avete perso qualche
amicizia? "No. I nostri amici, motocilclisti come noi, sono
lieti di salire a trovarci. Gli amici veri non si perdono, al massimo
ci
si vede... a metà strada. E poi... abbiamo conosciuto persone
davvero splendide. I colleghi di lavoro, Alfredo il postino, il
nostro vicino che ci lascia parcheggiare davanti a casa sua...".
Della
città cosa vi manca di più? "Veramente, niente.
Ci manca solo un po il cinema...
Speriamo, presto, in Castelnovo".
Con quale segreto state affrontando
Gottano?
Marco, sicuro: "Col segreto di saperci godere questa splendida
normalità, dove tutto è stupendo: abbiamo unintimità che
in città non è nemmeno possibile pensare, abbiamo
il tempo per poter riflettere su noi stessi. Qui si può leggere,
fare luncinetto, suonare il pianoforte, passeggiare, uscire
col cane. Cerchiamo di guardare meno tv possibile, solo film in
videocassetta, qualche quotidiano per sapere cosa accade, e una
libreria ben fornita. E la risposta - sorride - ai miei ex
colleghi preoccupati perché a Gottano non cè nemmeno
un bar".
Clizia: "Qui cè la possibilità di vivere,
cosa che a Reggio si sta un po perdendo".
Altro da aggiungere?
g.arlotti@tuttomontagna.it
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