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detto fra
noi
di Giuseppe Delfini
Inopportuno
chi?
1. Chiamiamo le cose col loro nome. Diciamo
quello che tanti, sia del centrodestra che del centrosinistra,
a quattrocchi dicono, ma che ufficialmente non ammetteranno
mai. La nomina di Raffaele Guerriero (apprezzato ex prefetto
di Reggio) a presidente del Parco nazionale è un ripiego.
Intelligente, nobile, preparato, di carattere e volenteroso.
Ma pur sempre un ripiego. Lo è per il centrodestra, per
il quale il presidente avrebbe dovuto essere Tarcisio Zobbi,
poi giubilato per le ben note vicende. Lo è per il centrosinistra,
per il quale il nome principe era quello dellex ministro
Paolo De Castro. Lo è per la gente che, ammesso e non
concesso che si ricordi chi è Raffaele Guerriero (ma questo
non è un problema), avrebbe preferito vedere in quel ruolo
uno del posto, uno delle montagne tosco-emiliane, uno che da
sempre lotta per vivere e far vivere in queste terre, uno gagliardamente
e notoriamente in pista su e giù per vette e tornanti,
e non un "generale" grande ma pensionato, richiamato
in servizio per costringere tutti a non poter dire di no. Ricordiamolo:
stiamo ragionando di ipotesi. La nomina, infatti, deve essere
ratificata. Tutti si sono dichiarati daccordo (chi si prende
la briga di bloccare tutto per chissà quanti mesi ancora,
ad un passo dalle elezioni?), ma in Italia non bisogna mai dire
mai. Non ce labbiamo con Guerriero, al quale, se la nomina
arriverà in porto, auguriamo sin da ora un buono e proficuo
lavoro (sia per lui che, soprattutto, per il nostro Parco). Siamo
certi che lex prefetto, se presidente lo diventerà davvero,
verserà in questa nuova missione lenergia e lintelligenza,
nonché la serietà e la fedeltà alle istituzioni,
che ha sempre dimostrato di possedere. Quello che vogliamo dire è che
questa nomina ci sembra più frutto degli equilibri e dei
conciliaboli politici stile Prima Repubblica che non delle esigenze
di una cosa nuova, costruita per rilanciare il Crinale, quale
deve essere il neonato Parco nazionale. Forse vale la pena ragionarne,
sinché siamo ancora in tempo.
2. "Considerati i tempi tecnici, lassegnazione
dei lavori è prevista per il mese di marzo... La messa
in sicurezza della pista dovrebbe essere completata verso la
fine del 2003": questo dichiarava Roberto Ruini, presidente
provinciale, in unintervista concessa in gennaio a Tuttomontagna,
e pubblicata sul numero 93. Una pagina dopo, gli faceva eco Felicino
Magnani, sindaco di Villaminozzo: "Entro la primavera potranno
essere terminate le procedure di appalto da parte della Provincia,
per arrivare allultimazione dei lavori entro la fine del
2003". Stiamo parlando della Gatta-Pianello. Pochi mesi
di ritardo su un certo tipo di lavori, soprattutto quando cè di
mezzo la "cosa pubblica", non rappresentano un dramma.
Però le promesse erano quelle. Nero su bianco. E i tempi
sono lievemente slittati. Giusto quindi (viste certe abitudini
italiote, meglio non abbassare mai la guardia), da parte del
Comitato Alta Valsecchia, un pubblico anche se pungente richiamo
alle autorità preposte sulle cose ancora da fare. Lo capiamo
e lo approviamo. Quello che non capiamo è il tono indispettito
della risposta di Sonia Masini, vicepresidente della Provincia,
che ha bollato aspramente il suddetto intervento come "inopportuno".
A meno che per "inopportuno" non si intenda tutto ciò che è partecipazione
e controllo dei cittadini-elettori-contribuenti sulloperato
degli amministratori eletti... In ogni caso, limpegno della
Provincia è quello di dare il via dei lavori a settembre.
Alla prossima.
g.delfini@tuttomontagna.it
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