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detto fra
noi
di Giuseppe Delfini
Come si cambia
Sorpresa, la mafia cè. Altro che bu-bu...
settete!. Un vero e proprio shock, catapultato nelle nostre
case da un titolo cubitale del Carlino Reggio, che così sintetizzava
recentemente un intervento del sindaco di Reggio, Antonella Spaggiari,
a un convegno celebratosi a Bologna. Nella Dotta, mentre i sapienti
professoroni che si nutrono di statistiche, tomi e proiezioni escludevano
la nostra città da quelle ad alto tasso di criminalità
organizzata, la Spaggiari scaraventava il suo macigno nella
pozzanghera delle pie illusioni, riportando dati, raffiche di episodi,
cifre sullimmigrazione e quantaltro. Scrive il Carlino:
Soprattutto, la Spaggiari ha ribadito che Reggio non è
più unisola felice. Perché non è unisola.
Perché si muovono le merci, si muovono anche le persone.
Compresi i criminali. Il convegno tenuto a Carpineti (ne riferiamo
in altra parte del giornale), poi, ha sollevato il velo in presa
diretta su una mafia più subdola, meno riconoscibile, magari
in giacca e cravatta o sponsorizzata a mezzo etere. Morale della
favola: di isole non ne esistono. Né felici né tristi.
Attenzione, quindi, a non abbassare la guardia, a non sottovalutare
nemmeno i più piccoli segnali. Sia che si tratti di mafia
che di criminalità di altro tipo. La politica fatta adagiando
la testa nella sabbia, o meglio, non mettendola fuori dal proprio
ufficio, non rende un efficace servizio alla comunità. Non
vogliamo spargere paura o gonfiare i problemi, ma neppure dormire
di fronte a tante notizie (sono loro che contano, più delle
parole con le quali si imbastiscono le frasi fatte). Episodi con
coltelli, droga sequestrata in quantità industriale, furti,
rapine (tipo quella recente e clamorosa di Felina)... Non leggiamo
tutto questo con superficialità e disattenzione. Se a Villa
Minozzo hanno ritenuto opportuno installare delle videocamere nei
giardini pubblici, se a Castelnovo Monti il Consiglio comunale ha
deciso che, dintesa con la Prefettura, le guardie giurate
di notte pattuglieranno il centro della nostra capitale, un motivo
cè. Ci deve essere. Non possono averlo fatto solo per
utilizzare qualche finanziamento ad hoc o far tacere qualche cittadino
incavolato. La tranquillità pubblica non è più
un valore scontato nemmeno nelle nostre terre. Concludendo: non
dimentichiamo che da noi si vive molto meglio che da altre parti.
Non disperdiamo questo tesoro. La sicurezza, in tutte le sue più
variopinte salse, sarà uno dei temi della prossima campagna
elettorale. Anzi, di quella che si è già avviata.
Di sicurezza a livello montano se ne parlerà pure a Roma
(la Lega nord ha presentato uninterrogazione al Ministro,
nella quale ipotizza persino la necessità di unindagine
ispettiva nellarea della Comunità montana). Di sicurezza
ne parla quotidianamente la gente. Non spaventiamoci oltre misura,
ma prendiamo atto che qualcosa è cambiato. E, in questo caso,
non è detto che lo sia in meglio.
P.S.: A proposito di grandi opere: mentre a Reggio stanno ancora
blaterando delle vele di Calatrava (congratulazioni!)
e la giunta Spaggiari entra in crisi anche sulle delocalizzazioni,
qui in montagna va in porto (per ora solo a livello burocratico,
ma per la concretezza è questione di un paio di stagioni)
la singolare delocalizzazione di Poviglio, il paese
ramisetano che, massacrato dalla frana del 99, rivedrà
la luce a un tiro di schioppo dal luogo attuale. Non potendo sconfiggere
quella calamità naturale, hanno trovato un modo positivo
di convivere con essa. Niente male come filosofia. Si tratta di
una partita che interessa la vita di una trentina di famiglie e
una cifra di almeno 4milioni di euro. In una zona dove letà
media sinnalza e le nascite non abbondano, questo super parto
rappresenta una gran bella notizia.
Complimenti ai... genitori.
g.delfini@tuttomontagna.it
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