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CASINA/ISTRUTTRICE DI VOLO A 21 ANNI
Il cielo di Francesca
Tutto cominciò a 7 anni. Col solo appoggio
di mio padre. Lindipendenza, la carriera e l11 settembre.
Lultimo addestramento allinsaputa dei passeggeri. Poche donne
pilota: Dicono che siamo più responsabili. Non
cambierei mai casa mia per la città.
di Giovanna Caroli
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Francesca
Filippi (foto Giuseppe Lombardi). |
Istruttrice di volo a 21 anni, in tasca la licenza di pilota commerciale
e in testa laspirazione ad andare in linea: queste le
credenziali di Francesca Filippi, di Casina, che agli avviatissimi studi
tecnici di papà, zii e cugini e al grande negozio di abbigliamento
di mamma Rita ha preferito una rotta personale. In verità
il problema non si è posto, essendo la sua passione precocissima,
come la sua determinazione.
Tutto è cominciato col primo volo in aereo, a sette anni;
una vacanza con la mia famiglia a Lanzarote: avevo perso la testa! Al
ritorno, sono andata sempre avanti, ma non sapevo niente sulle possibilità
di coltivare la mia passione. In 3ª media, sul libretto dellorientamento,
scoprii lindirizzo dellIstituto tecnico aeronautico di Forlì.
A quel punto... sola contro tutti, col solo appoggio di mio padre (Tiziano,
geometra col fiuto dellinvestimento... ndr), che aveva la stessa
passione, chiesi e ottenni di frequentarlo: biennio con materie classiche,
triennio con materie specifiche, come in tutti i tecnici. Solo che
le materie dindirizzo sono meteorologia, aerotecnica, navigazione
aerea, traffico aereo, diritto aeronautico... Poi il volo: Allinizio
si comincia a volare guardando lassetto fuori - il famoso volo a
vista - poi si passa al volo strumentale. I simulatori che si usano sono
veri e propri aerei. Lultimo addestramento si fa sugli aerei di
linea, ovviamente senza che i passeggeri lo sappiano...!.
In questi giorni, Francesca ha appena portato a termine il corso per
piloti di linea, con insegnanti Alitalia; un corso duro, con quindici
materie tra cui aerotecnica, mass and balance (pari a caricamento e centraggio
di un velivolo), flight planning (pianificazione del volo completo), instrument
(principi funzionamento strumenti del velivolo), fattore umano, medicina
(con una parte inerente gli organi e le malattie di volo),
ATC (traffico aereo)... tutte rigorosamente in inglese.
In volo - spiega - si comunica esclusivamente in inglese. Anche
se si tratta di frasi standard, spesso di parola frase, è impegnativo.
E entrata in Europa anche laviazione: con la licenza presa
in Italia puoi lavorare in tutta Europa. Ci sono tante compagnie, alcune
piccole ma molto ben organizzate. Alcune hanno jet privati bellissimi
per portare singoli passeggeri o gruppi, in genere uomini politici, di
spettacolo, industriali.
Unidea che la tenta, almeno a giudicare da come le si illumina
lo sguardo. La licenza cè, ora servono le ore di volo.
Essendo giovane e senza esperienza, ho fatto il corso per istruttore
e ora insegno ai ragazzi dellIstituto Aeronautico che ho frequentato
anchio: mi trovo benissimo, ci si fa tanta esperienza. Sono istruttrice
a terra e di volo. A Forlì si usa che in 4ª superiore si inizia
a fare lattestato: dai primi comandi al volo da solista; se sono
promossi, gli studenti possono accedere alla licenza da pilota privato.
| Un bel primo
piano di Francesca (foto Giuseppe Lombardi). |
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Il che permette di abbattere i costi iniziali, perché poi prendere
la licenza commerciale è molto costoso.
Chi frequenta listituto, al termine che cosa fa?
Pochi finiscono con lessere pilota, perché la carriera
è lunga, occorre tanta pazienza. Il pilota non finisce mai di studiare:
la tecnologia si evolve così rapidamente... Ogni anno cè
una visita medica completa, dopo i quarantanni due volte lanno:
si può essere stroncati anche nel mezzo della carriera.
Per cause gravi, naturalmente. Racconta con serena semplicità
Francesca, infondendo dolcezza e determinazione. Una fermezza che è
stata necessaria per far accettare la propria scelta, ma anche per affrontare
la difficoltà di dover vivere lontano da casa già a 14 anni,
in collegio per un anno, presso una famiglia per un altro, quindi in appartamento.
Lindipendenza precoce è un grande passo: si arriva
a casa e non ci sono i genitori che aiutano, si impara a gestirsi da soli,
ma... si pensa che essere liberi voglia dire uscire, invece prima di tutto
vuol dire studiare e farsi da mangiare, lavare....
Ci tiene a sottolineare che non cè nulla di eccezionale
nel fare il pilota, è un mestiere come gli altri, lo ripete anche
agli allievi. Anche per una donna: Da bimba, giocavo con le bambole,
non con gli aeroplanini!.
Adesso pratica sci, nuoto; ogni mattina raggiunge laeroporto in
bici per tenersi in forma; ama allestire vetrine, presepi, cimentarsi
in decorazioni artistiche. Non ci vuole proprio nessuna dote particolare
per fare il pilota, almeno un di più di sicurezza?
Sicuramente è meglio non essere insicuri! Freddezza e determinazione
si imparano in volo: allinizio i ragazzini sono impacciati, anche
perché il nostro corpo è fatto per stare con i piedi per
terra, in cielo ci sono sensazioni nuove, con cui bisogna familiarizzare.
Nelladdestramento si lavora molto sullacquisizione di memory
item, di automatismi che consentano reazioni adeguate e rapide. Cè
chi ci arriva prima, chi dopo....
Tu sei arrivata prima... Effettivamente i miei colleghi sono più
anziani. Essere istruttrice a ventanni mi ha dato molte soddisfazioni.
Sei anche arrivata in un momento particolare. Che cosa rappresenta l11
settembre per un pilota? Non influenza tanto il pilota - non si
spaventa per questo - influenza la vita normale della persona: quello
è terrorismo, ci si chiede comè stato possibile, che
cosa sarà ancora possibile. Ha inciso tanto sullaviazione,
però, tanto da far fallire delle compagnie e chiudere lassunzione
di piloti.
Un pilota pensa agli incidenti? Un pilota li studia. In generale,
invece, bisogna non leggere troppo le spiegazioni tecniche di giornalisti
che tecnici non sono. Se il pilota è donna... Nessuna
differenza se non nel numero: allultimo corso per la licenza commerciale
erano iscritti 20 uomini e 3 donne; qualcuno dice che siamo più
responsabili. Nelle assunzioni però conta... Sì,
se una donna è sposata, se ha intenzione di metter su famiglia,
probabilmente abbandona il lavoro. Personalmente arrivare in linea è
un obiettivo cui non rinuncio: ho speso per questo mezza vita!.
Come vive le radici chi trascorre tante ore nel cielo? Per quanto
riguarda laddestramento, tutto si sviluppa tra Milano e Roma, poi...
Bologna è in grande espansione... Non cambierei mai casa mia, la
mia famiglia, per la grande città: la casa rimane sempre la casa.
g.caroli@tuttomontagna.it
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