|
RAMISETO/NUOVO ALLEVAMENTO DI STRUZZI
Gli occhi di Chicca
E una zona adatta, dice la giovane
Cristina Fontanili. Un animale commercializzabile in ogni
sua parte. Qualità e curiosità.
di Loredana Bottazzi
 |
L'allevamento
di struzzi a Braglie di Ramiseto. |
Lei si chiama Cristina Fontanili, ha 25 anni, è ragioniera ed
è un altro bellesempio di giovane ramisetana che ama la sua
terra e non la vuole abbandonare. Per questo, assieme alla sorella Chiara,
al cugino Waimer e allo zio Enzo ha costituito lazienda agricola
Il Laghetto nella quale si allevano struzzi.
Cristina, comè nata questa idea?
E nata come risposta allabbandono in cui versavano i
terreni dei nonni dopo che loro si sono ritirati dallattività
agricola. Mi sono documentata su internet, ho visitato aziende che sperimentavano
già lallevamento degli struzzi e considerando che questa
zona poteva essere adatta sia per il clima che per il foraggio, sia per
il grande spazio che si aveva a disposizione per lallestimento dei
recinti, delle tettoie e delle stalle, abbiamo fondato questa società
cooperativa familiare di cui io sono la presidente. Abbiamo iniziato nel
2001 acquistando due tris di riproduttori: Ciuffina, Chicca e Ceppo formano
il primo, Ciufola, Camel e Nerone il secondo.
| Cristina
Fontanili con il primo uovo deposto nel suo allevamento nella primavera
2001. |
 |
Non ci dire che tutti gli animali hanno un nome...
No, solo i riproduttori, coi quali ci si può permettere un
rapporto affettivo, perché rimangono stabili e stanno assolvendo
molto bene il loro compito. Anche perché tutti gli ottanta struzzi
che abbiamo nellallevamento sono loro figli; se ne notate qualcuno
con gli occhi azzurri, beh, quelli sono figli di Chicca, che come potete
vedere ha dei bellissimi occhi azzurri.
Ci avviamo verso lallevamento; la giornata è assolata e
si può ammirare la campagna circostante ancora verde, ordinata,
curata e organizzata per mantenere al pascolo cavalli e pecore nei rispettivi
recinti. Si costeggia un laghetto in cui nuotano oche, anatre, germani,
carpe e trote.
Prepariamoci alla festa che ci faranno gli struzzi, perché
sono sempre molto felici di ricevere visite. In effetti il nostro
arrivo porta agitazione nei cinque recinti, spaziosi e ben strutturati,
dove gli animali sono raggruppati per età, e possiamo assistere
a uno strano e simpatico spettacolo fatto di corse veloci ed eleganti,
di inchini, piroette e danze collettive.
E molto impegnativo questo allevamento?
Il periodo che ci impegna e preoccupa maggiormente è quello
che va dalla nascita fino al terzo-quarto mese di vita del piccolino,
durante il quale la mortalità è alta e le nostre attenzioni
sono massime per garantire ai neonati il giusto calore, il giusto terreno
battuto... Ancora non possediamo unincubatrice, perciò portiamo
le nostre uova a incubare, per sei settimane, da un allevatore di Albinea.
Le uova vengono deposte da febbraio ad agosto, una ogni 24 ore. E a proposito
di uova, questanno Ciuffina ne ha fatto uno di 1,950 chili, contro
una media di 1,5-1,7".
 |
Cristina
con dei piccoli struzzi. |
Lo struzzo è un animale ben sfruttato?
Certamente, perché ogni suo singolo pezzo è
commercializzabile. Non si butta via niente, persino le loro ciglia vengono
riciclate per produrre quelle finte normalmente impiegate in cosmesi.
La sua carne, poi, è sempre più richiesta dal mercato per
la tenerezza, per il basso contenuto di calorie, grassi, colesterolo e
per lalto valore nutrizionale. E poi, il salame, la bresaola e larrosto
sono veramente prelibati. Un altro particolare interessante è che
la pelle, morbida e resistente, è impiegata nel settore della pelletteria
e dellalta moda, le piume servono per decorare abiti e cappelli,
per imbottire piumoni e cuscini; per non parlare poi del classico boa
di struzzo. Le uova, come la carne, sono povere di grassi e di colesterolo,
tanto che uno equivale a 25 di quelle di gallina. Con la tecnica del decoupage,
io e mia zia Gabriella stiamo dipingendo i gusci recuperati dopo la schiusura,
riuscendo a creare simpatici oggetti per larredamento che abbiamo
presentato e venduto alla fiera di Ramiseto.
Come si prospetta il mercato?
Per il momento è positivo. Per la commercializzazione del
nostro prodotto ci appoggiamo a unassociazione toscana e a una emiliano-romagnola
specializzate nel settore. Ormai occorre professionalità in ogni
attività che sintraprende, e per questo cerco di tenermi
aggiornata. In questo periodo, ad esempio, sto frequentando a Reggio un
corso relativo alle attività del turismo rurale, e sono stata anche
un fine settimana a Forlì, in unazienda agrituristica, per
la presentazione dei nostri prodotti tipici. Oltre al pane fatto col nostro
grano biologico, al mirtillino e al brugnolino, ho portato un campionario
con salame di struzzo, bresaola e uova.
Una cosa importante, da non dimenticare, è che Ramiseto è
la prima porta dingresso, lungo la Val dEnza, del Parco del
Gigante, è il futuro, qui, è tutto da giocare.
|