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CARPINETI/LA VITA ECCEZIONALE DELLA SIGNORA BERTOLINI
Caterina, dodici figli col cuore
A Milano da una contessa per campare, non rinunciò
a una famiglia da record, facendo la balia per altri neonati e aiutando
i bisognosi.
Premiata a Parigi grazie a un concorso dei ragazzi.
La sua vita... scritta tra le ricette.
di Giuliana Blandini
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Caterina
Bertolini, 72 anni, con il quadro regalatole dai figli con le loro
foto nel cuore (foto Simona Bocedi). |
Settantadue anni. Una voce calda e affettuosa. Una casetta piena di foto
sui muri che adesso però è chiusa perché Caterina
abita con la figlia Giuliana alla porta accanto. Siamo a Case Lanzi, nei
pressi di Casteldaldo, nel Carpinetano.
Larredamento è nuovo, cè il camino acceso,
Caterina Bertolini ha preparato il the e una ciambella come quelle delle
quali solo le nonne conoscono la ricetta; e parla. Parla di affetti, di
preoccupazioni, di ricordi; le sue parole scivolano veloci, toccano emozioni
che le fanno vibrare la voce ma continua a parlare, racconta la sua storia.
Perduta la madre, che muore nel metterla al mondo, e la nonna alletà
di 13 anni, rimane con il nonno fino ai 17. Lui le insegna a fare il pane
e a cucire, lei gli insegna a leggere e a scrivere. Conosce il futuro
marito, Costantino Dallari, a 14 anni e per quattro sono fidanzati ma
si possono vedere solo due giorni alla settimana, e quando diventa
buio - diceva il nonno - il moroso deve tornare a casa. Quando Caterina
compie 19 anni si sposano e vivono per qualche tempo nella casa degli
suoceri. Nascono i primi quattro figli ma sono troppo poveri per mantenerli
tutti. Il medico del paese, siccome avevo solo 25 anni ed ero robusta,
sana e con tanto latte, mi chiese se volevo andare a fare fortuna a Milano.
| Caterina
e Costantino giovani. |
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Caterina e il marito partono. Lui lavora per il Corriere della Sera,
lei fa la balia da latte ai gemelli della contessa Giulia Crespi Paravicini.
Continuano a mettere al mondo bambini, in totale 7 femmine e 5 maschi,
e grazie alla casa che viene messa loro a disposizione riescono a vivere
tutti insieme. Caterina lavora anche per la suocera e la cognata della
contessa e già a quei tempi inizia ad aiutare come può chi
è più bisognoso di lei. Dice che le è sempre piaciuto
far star bene gli altri e non le è mai pesato prendersi cura delle
persone ammalate, così, con lo stesso amore con cui aveva accudito
la nonna, dedica mille attenzioni a queste donne cui si sente ancora molto
legata. Anche adesso che è tornata in montagna non ha mancato di
accorrere nelle situazioni in cui sentiva di poter fare qualcosa.
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La
contessa Crespi Paravicini con i due gemelli. A destra c'è
Caterina, che farà loro da balia. |
Arruolata tra le fila dellUnitalsi, destate accompagna i
ragazzi portatori di handicap a Lourdes, da Padre Pio... Volontariato
le sembra una parola grossa ma voler bene a tutti è
il primo passo, e avere questa vocazione di certo la stimola a darsi da
fare. Ricorda la malattia della figlia e si sente a maggior ragione coinvolta,
comprende limportanza e la forza necessarie per aiutare il prossimo.
Caterina è una donna dinamica, che ha imparato ad arrangiarsi
da sé. Dopo la morte del marito e la pensione che non basta,
ha continuato ad andare a servizio, prepara e vende tortelli, è
sempre pronta a correre dalle figlie a Milano. Certo, ha avuto momenti
difficili, grosse responsabilità e la paura di non riuscire a sostenere
il peso di tante difficoltà tutta sola, ma sentirsi indispensabile
per i propri figli lha aiutata ad andare avanti.
| Caterina
con le compagne di un corso di cucito in età giovanile. |
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Questa signora, che ha frequentato le scuole superiori a Carpineti e
le serali a Milano, ha la passione della scrittura. Le piace riempire
i fogli di una vecchia agenda in cui fanno da cornice ricette appetitose.
Li riempie con la sua vita, sfoghi momentanei di episodi che la fanno
arrabbiare, che la rendono triste o di cui ha paura. Confessa che le piacerebbe
scrivere la storia della sua vita, ma ogni volta rimangono frammenti sparsi
quà e là. Scrive tante lettere in cui chiede aiuto, in cui
ricorda e perdona, o che dedica di tanto in tanto ai figli per non essere
dimenticata, ma anche semplicemente per ricordare il bene e il profondo
affetto che nutre per loro da sempre.
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Caterina
oggi, intenta a preparare i cappelletti (foto Simona Bocedi). |
A un certo punto apre la sua vecchia casa, sale per una scala di legno
e ricompare con un mucchio di foto, una scatola colma di ricordi che riempiono
gli armadi, le giornate di riposo. Guarda donna Giulia che ha fatto
tante di quelle cose per me e per i miei figli. Non può dimenticare
che grazie a lei ha potuto curare la figlia quandera molto piccola.
La villeggiatura a Bergamo era troppo distante e quel fienile di Case
Lanzi si è trasformato nel luogo dove tornare di tanto in tanto
a respirare laria buona. E diventata una casetta in cui si
sono infilati sempre più numerosi, e che adesso si riapre quando
dalla città arrivano figli e nipoti. La signora Caterina, tra una
tortellata e laltra, è arrivata a Parigi, dovè
stata premiata. E risultata la vincitrice di un concorso indetto
dalle scuole medie in cui i ragazzi di Castelnovo hanno recitato la vita
di alcune donne anziane. Inutile dire che questavvenimento la riempie
di gioia, e con una punta di orgoglio possiamo dire che se lè
meritato.
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