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CASTELNOVO/INTERVISTA AL SINDACO
Il nuovo Prg guarda alle frazioni
Leana Pignedoli decisa: Obiettivo ripopolarle,
come i comuni limitrofi. Gli accessi al centro devono
essere solo due: a Croce e a Tavernelle. Prezzi alti? Sì,
il nostro è un centro fortemente servito. Aree artigianali
sovracomunali.
di Armido Malvolti
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Castelnovo
nella zona di Tavernelle (foto Studio Jack & Joe). |
Partiamo dal Prg esistente. E opinione diffusa che non
ci siano più aree disponibili: è così?
Non ci sono più aree nel capoluogo, ce ne sono invece
ancora nelle frazioni.
Possono essere quantificate?
Complessivamente sono disponibili aree per circa 600 alloggi,
di cui quasi il 50% a Felina.
Col Prg allo studio ci si muove in una logica di continuità
o ci saranno novità anche sostanziali?
La continuità non sarà possibile perché
la legge è cambiata. Non si andrà più allindividuazione
dei lotti edificabili, ma alla scelta di ambiti di espansione che
dovranno essere serviti da infrastrutture. Inoltre, sia il dettato
della legge che la volontà di questa Amministrazione sono
per uno sviluppo che privilegi la qualità rispetto alla quantità.
Tantè che questo Prg prevede poca espansione sul capoluogo
e punterà molto sul recupero e su tipologie che non guardano
più al condominio, ma a case di volumetria più contenuta.
Unaltra novità è quella di prevedere nelle zone
di espansione, nel capoluogo ma anche nelle frazioni, la cessione
al Comune di aree da destinare al soddisfacimento del bisogno di
prima casa o di case sociali.
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Leana
Pignedoli è sindaco di Castelnovo dal 1995. Quello urbanistico
è il tema centrale del suo mandato (foto B. Vanicelli). |
A questo punto sorge spontanea una domanda: sarà uno strumento
orientato a dare risposte ai bisogni veri dei cittadini o prevarranno
quelli dei proprietari di aree e dei costruttori?
Credo proprio che questo nuovo strumento assecondi, non si
potrebbe fare altrimenti, le esigenze dei proprietari di aree, ma
soprattutto cerchi di dare risposte a esigenze oggi nuove, emergenti:
la richiesta di casa singola o abbinata; il bisogno di prima casa,
soprattutto per le giovani coppie; un tetto confortevole per chi
non può permettersi case da 300mila euro. Però non
più i Peep, ma percentuali di terreno dove il Comune può
intervenire, influenzando anche i prezzi.
Proviamo ad elencare questi bisogni veri dei cittadini: una viabilità
più scorrevole, parcheggi il più vicino possibile
ai posti di lavoro e ai servizi, case a prezzi accessibili per giovani
coppie e per famiglie a basso reddito, affitti più contenuti
per appartamenti e negozi, aree verdi diffuse e attrezzate, servizi
funzionanti, Castelnovo, Felina e le frazioni più gradevoli:
come si intende dare risposte a queste aspettative?
Ci sono scelte che rientrano nel Prg, sul come si va a programmare
e pianificare le nuove aree che nascono; un altro discorso è
quello del recupero dellesistente, di come si interviene su
zone degradate. Oggi però recupero non significa solo intervenire
su case dellOttocento o precedenti, siamo al punto in cui
si rende necessario rivedere gli insediamenti degli anni Sessanta-Settanta
per riqualificarli con, ad esempio, aree di sosta, micro-zone pedonali
e altro.
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La
Pietra e uno scorcio di Castelnovo Monti con in primo piano
l'area di Casino (foto Benito Vanicelli). |
Apriamo una parentesi sulle strade e in particolar modo sullannoso
problema dellattraversamento di Castelnovo da parte della
statale 63: quali novità sono previste?
La novità che abbiamo previsto nel Prg riguarda gli
svincoli del nuovo tracciato. Il progetto Anas li prevedeva nella
zona Centro Coni e nella zona Fiera, noi partiamo dalla convinzione
che Castelnovo inizia alla Croce, quindi laccesso al paese
lo prevediamo lì. Se quindi rimane lobiettivo di un
attraversamento che tolga parte del traffico - soprattutto quello
pesante - dallarea ospedale e da viale Bagnoli, gli accessi
al centro devono essere solo due: a Croce e a Tavernelle. Obiettivo
concreto è poi anche quello di andare a rettificare le curve
del Ponte Rosso. A questo proposito stiamo lavorando al progetto
che presenteremo entro pochi mesi, e saremo così in grado
di realizzare un primo stralcio di quella che dovrà essere
la variante per lattraversamento di Castelnovo. Stiamo anche
studiando la realizzazione di alcune rotonde nei punti più
critici, in particolare in via Micheli e alla fontana di San Pancrazio.
Altro argomento. In passato Castelnovo ha esercitato sulle proprie
frazioni e sui comuni limitrofi una forte attrazione contribuendo
a svuotarli. Sulle linee di sviluppo urbanistico in discussione
oggi cè stato o ci sarà un confronto con gli
altri Comuni, soprattutto quelli del crinale?
Il confronto è in corso. Ci sono già stati tre
incontri con la conferenza di pianificazione. La nuova legge prevede
che i Comuni si rapportino con quelli limitrofi, ma noi abbiamo
pensato che Castelnovo, proprio per il ruolo che ha, debba confrontarsi
con tutti i Comuni, non solo con quelli confinanti. E stato
apprezzato lo sviluppo contenuto che prevediamo. Castelnovo ha un
ruolo di centro servizi, ma sarebbe sbagliato accentrare tutto col
rischio di svuotare il territorio circostante.
Ripopolare le frazioni e i comuni limitrofi: è un obiettivo
o solo un sogno?
Il nostro è certamente un obiettivo, ma sappiamo che
non dipende soltanto dai Piani regolatori, dalle delibere che prendiamo
a tavolino. Ci sono troppi elementi che concorrono a determinare
la mobilità delle persone. Il nostro slogan è: Castelnovo
Monti serve alla montagna, ma la montagna intorno serve a Castelnovo.
Questa cittadina circondata dal deserto non reggerebbe, quindi siamo
per una politica che valorizzi al massimo le vocazioni singole.
Così, tanto per fare qualche esempio, non abbiamo voluto
costruire lennesima piscina scoperta, ma abbiamo preferito
dare un servizio anche agli altri comuni facendola coperta; non
vogliamo fare un campeggio uguale agli altri, se lo faremo sarà
mirato per una utenza precisa e avrà una sua specificità,
così da non metterlo in conflitto con gli altri esistenti
sul territorio.
Quali i criteri seguiti nellindividuare gli ambiti di espansione
e nel scegliere le nuove aree da rendere edificabili?
Partiamo da unanalisi iniziale che peraltro è
stata lunghissima, molto più complessa dei precedenti Prg.
Oggi la compatibilità ambientale non è uno slogan,
ma leggi e regole precise da osservare.
E vero che un appartamento a Castelnovo costa più
che a Reggio e che ciò è dovuto anche al costo eccessivo
delle aree? Se è così, cosa intende fare la sua Amministrazione
per porvi rimedio?
Su questo argomento ci sono diverse linee di pensiero. Cè
chi sostiene che se noi espandessimo in maniera forte ciò
determinerebbe labbassamento dei prezzi. Di questo non sono
convinta. Credo che Castelnovo abbia dei prezzi molto alti perché
siamo un centro fortemente servito e le persone ambiscono ad abitare
in centri come il nostro; inoltre non abbiamo vicino altri centri
che possono competere. Quando manca questa competizione, il mercato
diventa inevitabilmente più selvaggio. Penso che con tempi
definiti per ledificabilità, come previsto dalla nuova
legge, questo problema si risolverà.
La Pietra, le pinete, il Salame di Felina, qualche altra bellezza
naturale: tutela assoluta?
Il nostro Prg è partito dalla presa datto che
noi abbiamo un ambiente che è il nostro valore aggiunto.
Ci sono dei siti che sono per noi intoccabili: Pietra, le pinete,
il castello di Felina, Monte Fosola, Pietradura. La Pietra è
unarea vasta, con già una forte antropizzazione. Per
le frazioni abbiamo fatto una scelta che parte dalla presa datto
che non sono più frazioni per i soli agricoltori, che hanno
cambiato la loro fisionomia. Questo non vuol dire che sono dei quartieri
uguali agli altri, ma che teniamo conto di chi vuol continuare a
viverci impedendo così lo spopolamento....
... qui cè una virata totale rispetto agli orientamenti
degli anni Settanta...
... più che di una virata si tratta della presa datto
di una società in cambiamento, della volontà di non
rendere le frazioni paesi per soli anziani o paesi della domenica.
Nellassemblea del primo agosto è stato chiesto perché
espandere nella zona Case Fedeli-Tavernelle e non invece lungo la
strada Cantigalli, Bellaria, Bocedro.
Cè un perimetro del Piano territoriale provinciale
che va osservato, inoltre ampliare lì vuol dire aprire una
zona che non si saprebbe poi come delimitare. La Pietra la stiamo
trattando in modo particolare. Noi affermiamo che non è un
monte solo di Castelnovo, ma che ha una valenza, si spera, nazionale.
Quindi cerchiamo di lavorare sui nuclei esistenti più consistenti,
ma non apriamo zone nuove. Se lo facessimo, non sapremmo dove fermare
la matita.
Il limite, soprattutto nella zona Campolungo-Casale, è
la strada?
Sì, corrisponde in genere con la strada, ma stiamo
anche valutando criteri diversi che ci permettano di dare risposte
ai cittadini.
Ma in passato è stato costruito a monte.
Sì, ma già lultimo Prg la considera limite
invalicabile. Questo non significa imbalsamare, ma semmai lavorare
sullesistente per qualificarlo e magari anche per espanderlo,
facendoci però guidare da criteri di rispetto e salvaguardia
di un bene che in molti ci invidiano.
Aree artigianali e industriali: ce ne saranno di nuove?
Questo è un altro argomento discusso nella conferenza
di pianificazione. Noi non abbiamo la possibilità di aprire
nuove aree nel nostro comune. Vale a dire che non abbiamo zone idonee
per aprire vaste aree artigianali, soprattutto non le abbiamo dove
vengono richieste con più insistenza: lungo la statale 63.
Aree disponibili ce ne sono ancora sia a Casino che a Croce e a
Felina. Per questo abbiamo fatto due scelte: le zone sovracomunali,
che interessino cioè più di un comune, e il riequilibrio
delle aree esistenti, soprattutto Casino e Cagnola, prevedendo che
aziende che svolgono attività non incompatibili possano collocarsi
vicino allurbano, osservando ovviamente determinati criteri
di qualità anche nel costruire.
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L'area
artigianale e l'abitato di Croce (foto Studio Jack & Joe). |
In materia urbanistica, oggi i Comuni hanno molti più poteri
che in passato: quante sono le varianti adottate a Castelnovo negli
ultimi sette anni?
Tante. In un qualche modo abbiamo però anticipato gli
orientamenti della nuova legge. Non più piani decennali, ma
una cornice, dei criteri generali, dopodiché si lascia allAmministrazione
comunale la responsabilità di scegliere. Noi abbiamo fatto
varianti soprattutto rispetto alle aree produttive, assecondando bisogni
di ampliamento e favorendo il sorgere di nuove entità produttive,
e ai volumi dismessi.
Proprio perché è possibile adottare varianti con
una certa facilità, ha ancora senso adottare un Prg?
Ha molto senso. A distanza di anni bisogna rifare il punto,
verificare come si è messi rispetto al disegno generale. Poi
bisogna adeguarsi ai cambiamenti intervenuti dopo ladozione
del precedente Prg. Che in futuro sia possibile adottare varianti
con una certa facilità non è del tutto vero. La nuova
legge regionale, la numero 20, funzionerà in questo modo: noi
ipotizziamo le direttrici di espansione partendo dal patrimonio esistente,
dalla situazione idrogeologica, dalla viabilità, dai servizi,
e fissiamo le linee generali del Prg; parallelamente lavoriamo sul
Rue (Regolamento urbanistico edilizio) che stabilirà i nuovi
parametri, gli standard per i parcheggi, come potremo ampliare o meno
le case, tutti i criteri che determineranno la qualità dellurbano.
Quindi avremo da una parte la cornice delle grandi linee di espansione
e dallaltra i criteri e le regole; rispetto a queste due grosse
scelte nel Poc (Piano comunale operativo) lAmministrazione potrà
decidere con grande facilità come muoversi.
Quanto costerà il nuovo Prg?
Se consideriamo i costi di tutti gli studi preliminari e complementari,
siamo già oltre i 200mila euro.
Quando si arriverà allapprovazione definitiva?
Ci sono tre tappe. Il piano strutturale dovrà essere
pronto entro la fine dellanno. Il regolamento urbanistico subito
dopo. Il Poc a metà del prossimo anno. Quindi io conto di ultimare
il percorso entro un anno.
Unultima domanda. La partecipazione allassemblea di
consultazione dello scorso primo agosto, sia di cittadini che di addetti
ai lavori, è stata molto scarsa. Come interpreta questo sostanziale
disinteresse?
La cosa ha sorpreso abbastanza anche noi. Era stata preparata
nel migliore dei modi sia in centro che nelle frazioni, ma hanno risposto
in pochi. La sorpresa più grossa riguarda lassenza generalizzata
dei tecnici, tantè che con questi ultimi cè
stato un momento successivo di incontro, promosso anche per capire
se questo nuovo disegno è conosciuto in modo approfondito.
Reputiamo che anche loro siano dei soggetti importanti per comunicare
col cittadino. |
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Molte novità, alcuni dubbi
Il nuovo Piano regolatore generale del comune di
Castelnovo Monti è in dirittura darrivo.
Il primo agosto scorso cè stata unassemblea
pubblica (scarsamente partecipata) che è servita
ad amministratori e tecnici per dare una prima informazione
sui contenuti del Piano. Non ancora il documento definitivo,
ma già una serie di elementi che permettono di
abbozzare qualche giudizio.
E innegabile che rispetto al passato ci sono
elementi di discontinuità. Che dipenda dalla
nuova legge o dalla volontà degli amministratori
poco importa, ciò che conta è che ci sono.
Non si può che essere daccordo con
il metodo del confronto con gli altri comuni del comprensorio;
con la riaffermazione del ruolo di centro comprensoriale
dei servizi evitando però di svuotare il territorio
circostante; con lattenzione nuova verso le frazioni;
con laffermazione che lAmministrazione deve
preoccuparsi di dare una casa a chi non ce lha;
con lorientamento di dare la precedenza al recupero
rispetto al nuovo; con la salvaguardia di territorio
e ambiente; con lannunciata volontà di
giocare sulla qualità, più che sulla quantità.
Ciò premesso, alcune scelte (e alcune non
scelte) suscitano interrogativi.
Statale 63
Si insiste sulla variante sud e si introduce lidea
di rettificare le curve di Ponte Rosso.
E le pendenze?
Non si rischia di costruire un pericoloso scivolo?
Cosa cambia realisticamente in materia di traffico in
centro con laccesso principale a Croce?
E il traffico da e per la Val dEnza?
Continuerà a gravare su via Roma?
O, peggio, nella zona delle scuole medie?
Perché ci si ostina a non considerare la variante
nord, che risolverebbe i problemi di traffico, di accesso,
di collegamento con la Val dEnza e, in prospettiva,
aiuterebbe lo sviluppo del paese in più direzioni?
Sviluppo urbano Preso atto che si prefigurano ambiti
di espansione, non sarebbe possibile e opportuno lasciare
aperte più ipotesi (più cerchi sulle carte),
investendo il consiglio comunale (quello attuale e quelli
futuri) della responsabilità di autorizzarne
il decollo, previo coinvolgimento dei cittadini?
Aree produttive
Sembra limitativo puntare solo su aree di interesse
sovracomunale, di fatto si rischia che sia la sola area
di Cavola. Perché non prevedere unespansione
a Felina nella piana tra la vecchia statale e la provinciale
per Carpineti?
Di fatto quella è già unarea di
interesse sovracomunale. O ci si illude forse che per
il proprio sviluppo la montagna e Castelnovo possano
fare a meno di posti di lavoro nel secondario?
Le scelte non fatte
Si ha come limpressione di una mancanza di
coraggio.
Il coraggio di prendere atto che il capoluogo, dagli
anni Sessanta in poi, è cresciuto male, in modo
caotico, e che pertanto se lo si vuole riequilibrare
e rendere più appetibile anche dal punto di vista
turistico occorre cambiare strada mettendo tutto, o
quasi, in discussione. Limitarsi a fotografare la situazione
esistente prevedendo di intervenire al massimo con qualche
senso unico, qualche rotonda e qualche parcheggio in
zone periferiche non significa arrendersi senza lottare?
Castelnovo ha bisogno di un tessuto urbano a maglie
molto più larghe, con ampi spazi tra le costruzioni
o gruppi di esse. Spazi da destinare soprattutto al
vivere comune.
Fare scelte controcorrente, cioè puntare a disincentivare
le costruzioni in centro, non è certamente facile,
ma se non vogliamo che tra qualche anno qui non si circoli
più, con le conseguenze facilmente immaginabili
e, soprattutto, se vogliamo creare una cittadina degna
dei nuovi marchi di Cittaslow e di Centro
commerciale naturale, occorre cominciare ad agire.
La partecipazione dei cittadini
Davvero deludente la riunione del primo agosto.
Si tratta di strumenti di governo che condizioneranno
non poco il futuro del comune: perché linteresse
dei cittadini è così scarso?
Abbiamo provato a chiedere in giro e la risposta più
frequente è stata questa:
Tanto hanno già deciso loro.
Per loro crediamo si intenda gli amministratori.
Non sarebbe opportuno allungare i tempi per cercare
il modo di coinvolgere i cittadini al fine di decidere
veramente con loro?
Daccordo che ogni cinque anni chi amministra è
soggetto al giudizio popolare, ma questa è la
democrazia del dopo, invece sarebbe preferibile
applicare la democrazia del mentre. Ti coinvolgo
mentre decido e, nel limite del possibile, decido con
te. Costa così tanto farsi guidare da questo
elementare principio?
Tuttomontagna cerca di dare il proprio contributo
aprendo il dibattito, e lo fa dando la parola al sindaco
e a due consiglieri di minoranza. Attendiamo sviluppi.
Armido Malvolti
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