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LA NOSTRA INCHIESTA/ALCOL, DROGA, INCIDENTI: E' ALLARME
Alleanze contro le devianze

Insegnanti, genitori, educatori e allenatori:
insieme per i giovani. Le "droghe prestazionali".
Parlano esperti e addetti ai lavori.
di Rita Lusetti
Se ne parla e ci si scandalizza, se ne discute e fino al suono del prossimo
campanello dallarme ci se ne dimentica: sono le devianze giovanili,
fenomeni carsici di un malessere generazionale indiscriminato che coinvolge
cittadini e abitanti dellAppennino. Al pubblico dileggio
finiscono sostanze stupefacenti, alcol e altri tipi di tossicomanie con
i correlativi incidenti causati da guida in stato debbrezza, alta
velocità o sotto linfluenza di droghe. Aumentano sensibilmente
le unità di tutti i dati statistici, non in modo spropositato,
ma certamente preoccupante. Tuttavia non esiste nessun grafico adatto
a quantificare il numero esatto dei fruitori dei nuovi palliativi
della felicità pasticche e quantaltro), poiché
chi ne fa uso non si rivolge agli organi preposti a contrastarne labuso
e lo fa solo in casi limite. Dalle tavole rotonde di medici, psicologi
e addetti ai lavori, che fanno tabula rasa del vecchio drogato
diseredato, emerge la figura di un giovane apparentemente normale, ben
inserito nella società, ma con un insano e fuorviante gusto del
divertimento. A seconda dei vari target detà si registrano
ansia da prestazione in tutti i settori, noia da sabato sera, spirito
di emulazione, società dai ritmi vertiginosi, problemi di varia
natura e tanta, tanta fragilità: a ogni domanda il mercato, a guisa
di farmacia ambulante, propina soluzioni inadeguate a base di metanfetamine,
psicofarmaci vari, cocaina, androgeni ed epo.
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Nel
2000 sono stati ben 11 i morti in incidenti stradali nei comuni montani.
Sotto al titolo, vari e accativanti tipi di pasticche di ecstasy |
Ad affiancare questi abusi, fino a poco tempo fa riservati esclusivamente
alla realtà cittadina, persiste preponderante in montagna lutilizzo
eccessivo dellalcol, che da sempre sinquadra in una percezione
malata della normalità. E quando finiscono gli effetti della sbornia
o della droga prestazionale, rimane qualche vittima della
strada, una psiche indebolita in un corpo danneggiato e tanto, troppo
silenzio. Chi scrive preferisce i dati e i pareri autorevoli, a 360 gradi,
di chi li commenta, che respinge ogni psicologia spiccia, sfronda le polemiche
superflue che ruotano intorno ai locali incriminati, ignora i moralismi
codini di chi per forza vuole esprimere un giudizio inappropriato.
SERT
Per tossicodipendente sintende persona che ha una dipendenza
fisica e psichica da una sostanza e che se ne sospende luso va in
crisi di astinenza. Il dottor Benedetto Valdesalici esordisce con
questa premessa commentando laumento del 6% relativo al numero di
persone assistite dal Sert nellultimo anno. Il dato provinciale
del 2000, infatti, registra 1.257 casi di tossicomani rispetto ai 1.189
del 99, suddivisi tra alcolisti, tossicodipendenti eroinomani e
di altre sostanze. Per una migliore valutazione è necessario tener
presente che in questa stima vengono ricompresi, da poco tempo, anche
i tabagisti e coloro che sono ossessivamente dediti al gioco. A Castelnovo
ricorrono ufficialmente ai servizi del Sert 57 tossicodipendenti e 81
alcolisti. Da queste cifre non risultano tuttavia i consumatori di cocaina
e pasticche, che rappresentano negli ultimi tempi un fenomeno diffuso.
La sostanza più utilizzata da chi si rivolge a noi - spiega
Valdesalici - rimane leroina; ma la cocaina, che interessa perlopiù
gli adulti, è cresciuta in modo esponenziale, anche se il nostro
intervento si effettua solo quando il suo consumo peggiora con altre sostanze.
Decisamente più complicato e di difficile interpretazione tutto
ciò che ruota intorno al mondo degli adolescenti illustratoci da
Paolo Ruffini, educatore professionale: Da unindagine del
Comune di Reggio Emilia si evince che il consumo di pasticche e hashish
è in espansione e colpisce una fascia detà molto giovane
che sfugge ai rapporti con i servizi sociali. Si tratta di droghe
prestazionali, legate alla cultura del tempo libero e del divertimento,
per cui i ragazzi non si sentono giustamente dei tossicomani.
I motivi di avvicinamento a questi comportamenti sono illustrati da Valdesalici:
Le pasticche sono arrivate in Italia attraverso i rave e la techno-music,
ma in montagna si limita ad essere un fatto di semplice emulazione, in
cui non esistono spacciatori. Ogni sostanza ha un suo significato e un
motivo di impiego che va individuato: lecstasy, per esempio, produce
una felicità ottusa di due o tre ore, in cui i ragazzi ricercano
una percezione del mondo differente perché si relazionano con esso
in modo non soddisfacente e non vi intravvedono una via duscita.
Gli adulti, poi, trasmettono sul piano emotivo e immediato solo il loro
malessere.

Per incidere su questi comportamenti, oltre la prevenzione tradizionale
dettata dallenfatizzazione del rischio, Ruffini privilegia modalità
alternative, come le campagne informative nelle scuole, in grado di fornire
strumenti critici, e lutilizzo di operatori di strada che aggancino
le compagnie e indichino nuovi stili di vita per diventare fautori del
proprio benessere (in montagna sono già presenti due figure di
questo tipo).
Il presupposto essenziale - conclude - è tentare di cucire
alleanze tra gli adulti (insegnanti, istruttori, animatori,
allenatori, genitori) per superare quel profondo silenzio che li separa
dai ragazzi.
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L'abuso
di alcol: in montagna sono 81 gli alcolisti monitorati dal Sert Sud |
Per quanto concerne lalcol, lesperienza del dottor Valdesalici
insegna che la nostra cultura è legata a questa sostanza ed è
difficile da criminalizzare: Le persone cercano consolazione
nellalcol e non prestazione, ed è certo che sono
molti i giovani che ne rischiano labuso. Per risolvere questi problemi
è necessario ricostruire una collettività con degli scopi
e dei fini. La montagna in questo senso non è più una collettività,
anzi, sono cominciati ad arrivare anche qui gli stessi meccanismi di frammentazione
presenti in città. Ma dove è finita la solidarietà,
la vicinanza, la cittadinanza? Il quesito non
è far sparire le sostanze, ma è come far crescere una coscienza
che sappia far uso delle sostanze senza subirle e riesca a trasmettere
quei valori di pancia in via destinzione che avvicinano
i figli ai loro genitori.
POLSTRADA, CARABINIERI
Quando stordimento, velocità eccessiva, alcol e droga si combinano,
talvolta lesito finale è drammatico. Undici morti, segnalati
nel 2000 dallOsservatorio provinciale sicurezza stradale nel comprensorio
montano, fanno riflettere. O forse neanche tanto e non tutti, visto che
chi si siede alla guida alterato nelle proprie facoltà percettive
e sensoriali, spesso non ha molte esitazioni nel mettere in pericolo la
vita propria e quella degli altri. Lasciamo parlare i dati. Gli incidenti
complessivi sono stati 782, 10 mortali e 536 con feriti.
Lispettore Roberto Rocchi, coordinatore dellOsservatorio,
spiega i motivi: La velocità incide al 60% sulle cause degli
incidenti, seguono il mancato rispetto di norme comportamentali, quali
ad esempio i sorpassi. Tra le cause secondarie - continua - la guida in
stato debbrezza risulta essere la prima, mentre il dato relativo
alla droga è fortemente sottostimato, perchè di non facile
e veloce rilevamento.
Lutilizzo di misure di prevenzione, nello specifico letilometro,
non sempre è possibile, sopratutto in montagna, dove, tra le forze
presenti, è in dotazione solo alla Polizia stradale, che spesso
tuttavia è costretta a prestare servizio in altre zone della provincia.
Le
amministrazioni comunali potrebbero però incentivarne lacquisto
a vantaggio delle Polizie municipali, devolvendo allo scopo parte delle
entrate delle altre contravvenzioni, in considerazione della buona efficacia
deterrente che potrebbe avere. Infatti, secondo la normativa vigente e
fino allentrata in vigore della nuova legge sulla patente
a punti, la guida in stato di ebbrezza comporta il ritiro di essa
con sospensione per quindici giorni, insieme a un successivo processo,
che di norma vede la conversione in multa della pena inflitta. Alla seconda
segnalazione la Prefettura ritira la patente per un mese o più
ma, in caso di incidente, oltre ai trenta giorni di sospensione la persona
viene sottoposta a controlli periodici da parte della Commissione medica
provinciale, dal cui esito favorevole dipende il suo rinnovo.
Sulla stessa materia il maresciallo Loris Manfredini, della stazione
dei Carabinieri di Castelnovo Monti, ricorda la lotta in corso da cinque
anni per avere questo strumento, ma spesso rimane ai singoli agenti il
compito di accertare a livello empirico le condizioni psicofisiche dellindividuo
fermato in chiaro stato di ebbrezza, che viene invitato a sottoporsi ai
controlli ematici. E facile intuire la complessità di unoperazione
del genere, resa ancora più difficile nei fine settimana.

Con lorario di chiusura delle discoteche che si è
posticipato nel tempo - spiega Manfredini - sarebbe necessario fare servizi
più numerosi per affrontare persone non solo ubriache, ma anche
manesche; tuttavia il personale a disposizione deve operare non solo il
sabato sera e intervenire per esigenze di ogni genere. Questo non è,
a mio parere, un fenomeno che si controlla con una pattuglia davanti alla
discoteca, perchè la nostra attività preventiva viene vanificata
nel tratto successivo, in cui si torna a viaggiare in scioltezza senza
averne più le capacità (ora tarda, stanchezza, eccetera).
Il problema va affrontato a monte, secondo la volontà di chi va
in giro: non può esserci uno Stato di polizia.
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L'alta
velocità è la causa del 60% degli incidenti stradali |
Due parole vengono spese anche per la droga: Oggi è calato
il numero di chi usa sostanze pesanti, ma sono in aumento la cocaina e
le pasticche, facilmente occultabili e difficilmente quantificabili come
fenomeno. Tuttavia le droghe arrivano da fuori, qui da noi non ci sono
grossi spacciatori.
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Un
posto di controllo della Polizia Stradale di Castelnovo Monti (foto
Studio Jack & Joe) |
GESTORI DEI LOCALI
Devono essere e sono sempre le discoteche o i bar lavamposto del
malessere giovanile? Al di là di ogni recriminazione e di una normativa
inerente ai locali, mai troppo chiara, è bene sapere che i bar
in montagna, secondo delibera comunale, godono dellorario di chiusura
più lungo di tutta la provincia. Si entra così nelle discoteche
sempre più tardi e la notte finisce in mattina. Come la pensano
i diretti interessati, o meglio coloro che si sono lasciati intervistare,
senza il timore di essere fraintesi?
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Loris
Leandri, gestore da oltre trent'anni dell'odierna discoteca Kiss di
Cavola |
Loris Leandri, gestore della discoteca Kiss di Cavola di Toano:
Credo che il problema principale dei giovani in montagna non sia
tanto la droga, che comunque esiste perchè è un problema
della società in generale, ma piuttosto lalcolismo, forse
perchè i ragazzi non hanno alternative e molti di loro, nel fine
settimana, si ritrovano in compagnia cercando sfogo nellalcol. Inoltre
occorre tener presente che si tratta di un fenomeno di cultura sempre
esistito da noi. Spesso lopinione pubblica cerca nei locali il capro
espiatorio di un fenomeno che in realtà non coinvolge esclusivamente
noi. Per una volta, in trentanni di lavoro, vorrei andare oltre
le polemiche e invitare direttamente qualche genitore a trascorrere unintera
serata al mio fianco.
Giovanni Salomoni, gestore dellEdel di Castelnovo Monti:
Purtroppo il problema alcol esiste e in forma anche grave, ma come
gestore di una discoteca mi sento di dichiarare che il fenomeno non interessa
tutti i giovani. Tuttavia una parte di loro si presenta in discoteca che
ha già bevuto abbastanza e spesso qualcuno viene rispedito a casa.
Per quanto concerne il problema stupefacenti assicuriamo che, per quanto
siano diffusi, allinterno del locale svolgiamo unattività
di controllo e prevenzione tale da non farli circolare.
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Giovanni
Salomoni, titolare dell'Edel Club di Castelnovo Monti |
Alessio Cecchi, gestore del Bar Meeting: In montagna cè
una cultura dellalcol ben radicata, forse perché anche i
giovani stessi hanno poche opportunità sia di lavoro che di svago
e finiscono col bere senza nessun chiaro motivo. Ad alcuni di loro, poi,
sono impartite educazioni troppo permissive. Credo che sarebbe necessario
creare più occasioni di divertimento, senza necessariamente doversi
spostare in città, come avviene negli ultimi tempi. Di chi sono
le colpe di queste mancanze? Beh non sta a me dirlo!.
Ora la parola passa ai giovani.
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IL LAVORO DELL'OSSERVATORIO
Un grande occhio sulla strada
Un importante compito di raccolta dati e di prevenzione.
LOsservatorio provinciale sicurezza stradale è una
struttura nata da qualche anno della quale fanno parte lAsaps
(associazione professionale che raccoglie gran parte degli appartenenti
alla Polizia Stradale), lAnvu (polizia municipale), Emergenza
Sanitaria (rappresentata dal personale medico e paramedico degli
ospedali) e Sicurstrada, un ente con sede a Bologna che si occupa
delleducazione stradale nelle scuole. LOsservatorio,
che dal 1999 ha ottenuto il patrocinio dellAmministrazione
provinciale di Reggio, si preoccupa di monitorare periodicamente
la situazione infortunistica e stradale della provincia, avvalendosi
delle informazioni fornite da Polizia Stradale, Municipale e Carabinieri.
Sulla base dei dati rilevati organizza convegni e dibattiti sullargomento
e incentiva diverse iniziative, non ultimo un incontro con gli anziani
della città per consigliare loro comportamenti
più prudenti. In futuro si propone di stimolare le amministrazioni
locali verso misure più mirate per la sicurezza e di incentivare
leducazione stradale nelle scuole, che prevista come obbligatoria,
non ha insegnanti preposti a questa materia. Ulteriori informazioni
possono essere richieste al numero telefonico 0333 3915090.
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