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VIANO/E' IL CUOCO DELLA FERRARI
LO CHEF IN ROSSO
Carlo Casoni cura i pasti per Schumi, Barrichello,
Todt & C. La vita nel motorhome, il circo e le curiosità. Cosa
mangiano i vip. E quel che resta va in beneficenza.
di Luigia Guaita
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| La squadra corse della Ferrari per l'attuale campionato
di Formula 1. Nell'ingrandimento, il "nostro" Carlo Casoni |
Quando la Ferrari vince mollo tutto per andare a esultare con tutta
la squadra, poi devo tornarmene subito al lavoro, tra i fornelli, per
preparare il pranzo di fine corsa.
Chi tifa per le rosse di Maranello e va di gran fretta a buttare
la pasta è Carlo Casoni, di Viano, il 31enne cuoco della squadra
corse della scuderia modenese. Lo abbiamo incontrato in occasione di un
suo breve rientro a casa, tra un Gran Premio e laltro, per scoprire
un po come si comportano a tavola Schumacher, Barrichello, Todt
e il centinaio di persone che compongono la truppa ferrarista.
I PRIMI PAS... TI
Come altri aspiranti cuochi, Carlo Casoni ha messo a frutto il talento
per la cucina frequentando la scuola alberghiera, a Milano (5 anni) e
a Rimini. Subito dopo ha fatto le prime esperienze di lavoro in Romagna
e in montagna, quindi in ristoranti e hotel del Modenese e del Reggiano.
Da quattro anni collabora con la Mario Neri Spa, unazienda che,
nel campo della ristorazione, cura buffet, pranzi, cene, ricevimenti e
ha in appalto la cucina della squadra corse ferrarista. Dopo
un paio di uscite, lanno scorso, come aiuto di Claudio,
il cuoco passato poi a unaltra scuderia, Carlo è da questanno
il numero uno ai fornelli della cucina ambulante del Cavallino.
Per la partecipazione a un Gran Premio - spiega Carlo - il team
deve essere sul posto la domenica (per gli extra europei) o il lunedì
precedente la gara. Parte delle provviste le portiamo dallItalia,
mentre altre vengono ordinate attraverso i contatti con ristoranti o fornitori
del posto. Ci sono Paesi nei quali è più difficile reperire
prodotti e mezzi (lUngheria è uno di questi) e anche lacqua
(in Brasile). Per gli approvvigionamenti mi occupo io di tutto e ho carta
bianca. Non deve mancare niente e ogni richiesta, naturalmente nei limiti
del possibile, deve essere soddisfatta. La preparazione dei menù
è a mia scelta, badando bene di evitare i grassi animali e i fritti.
Nei giorni che precedono le gare, il giovedì e venerdì prepariamo
pranzo e cena, il sabato colazione, pranzo e cena, mentre la domenica
colazione, un brunch prima della gara e il pranzo nel pomeriggio, a fine
corsa. Nel motorhome (struttura che accoglie attrezzature e sala da pranzo)
serviamo in genere un bis di primi, cinque secondi, quattro contorni caldi
e altrettanti freddi, gelato a mezzogiorno e frutta fresca la sera. Poi
ci sono i vari intermezzi con spuntini e merende.
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Il
vianese Carlo Casoni,
31enne cuoco della Ferrari nei GP |
FAME DA CAMPIONE
Ma come si nutre un campione? I due piloti - risponde Carlo per
soddisfare la curiosità che circonda gli assi delle monoposto -
vengono seguiti dai loro fisioterapisti. La colazione di Schumacher consiste
in muesli con frutta e miele, mentre Barrichello prende corn-flakes con
miele e marmellata di fragole. Gli altri pasti li consumano assieme ad
amici e ospiti o con gli altri componenti della squadra. Jean Todt preferisce
invece prodotti tipici del posto. E una persona molto cordiale e
tranquilla, e viene anche volentieri in cucina a chiedere cosa si mangerà.
Tra le cose che gli piacciono ci sono pollo arrosto e cotolette. Non è
neppure da prendere sottogamba il gruppo dei tecnici (un centinaio di
persone), soprattutto se si considera che la maggior parte di loro sono
emiliani, e quindi buone forchette. I piatti che riscuotono maggiori consensi
sono: spaghetti aglio e olio, filetto allaceto balsamico, tagliata
con grana e rucola e, quando riesco a prepararlo, il tiramisù.
Anche il presidente Luca di Montezemolo è una persona molto affabile
e cordiale. Solitamente mangia con la squadra senza grosse pretese, se
non quella di fare alla svelta.
E i vip? Chi si può incontrare dalla tua postazione? In genere
gli ospiti famosi non si fermano a mangiare qui ma presso il motorhome
della Marlboro. Ho visto Robert De Niro, Paul Newman, Carol Alt, Naomi
Campbell (oltre che di Flavio Briatore è molto amica della signora
Todt), Max Biaggi, Valentino Rossi, Massimo DAlema, Romano Prodi
e tanti altri. A Indianapolis, disputandosi lì per la prima volta
il GP Usa, gira voce che la Marlboro abbia invitato alcune centinaia di
ospiti, con vip a go go. A Monza abbiamo avuto una parata di personaggi
famosi e in questoccasione anche i piatti che preparo sono quelli
della cucina emiliana, tra i quali non mancano cappelletti fatti a mano
e altri di pasta fresca.
Come sono latmosfera della gara e quella della vittoria? Il
mio lavoro mi impedisce di seguire la gara. Solitamente riesco a vedere
la partenza, poi devo andare a preparare per il pasto di fine gara. Latmosfera
della vittoria è incredibile: mi tocca coprire tutto perché
non venga innaffiato dallo champagne, che scorre a fiumi.
Anche mentre festeggiano - continua - i due assi in forza alla Ferrari
si comportano in modo diverso. Schumacher esulta, sì, ma si placa
abbastanza presto, Barrichello è invece più emotivo, come
del resto sè visto in occasione della sua prima vittoria,
nel Gran Premio di Germania.
I pro e i contro di questa esperienza per un giovane... Indubbiamente
si tratta di un lavoro faticoso per colpa dei fusi orari, delle levatacce
e dei turni di lavoro massacranti. Tuttavia, oltre alla soddisfazione
personale, anche economicamente posso dire che ne vale la pena.
Cosa dicono in famiglia? E unesperienza che, allinizio,
a parte mio padre, non è stata molto condivisa. Soprattutto da
Annalisa, la mia fidanzata, che ha brontolato un po ma ora si è
rassegnata e sopporta....
Fiumi di champagne, alberghi di lusso, belle donne... Ma è tutto
così veramente magico? Quello della Formula 1
è un circo. Si monta, si smonta, si parte, si torna. Cè
però una cosa, di questo ambiente, secondo me molto bella. La domenica
sera, una volta calato il sipario sulla corsa, non ci si disfa del superfluo
della nostra tavola, buttando tutto in un cassonetto, ma si dona a chi
è nel bisogno. Se ne occupa il Grand Prix office, e sono sicuro
che va tutto a buon fine perché le suore dellorfanotrofio
di Ravenna, che hanno ricevuto le cose rimaste dopo un Gran Premio di
Imola, non la finivano più di mandare messaggi di ringraziamento
a tutte le scuderie.
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