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L'INCREDIBILE PELLEGRINAGGIO DEL PROF. REGNANI
Dalla Pietra a San Pietro
Sei persone, guidate dal "nostro", in viaggio a piedi verso Roma.
"Dobbiamo riscoprire il valore dell'ospitalità", dicono, e allora non prenotano nemmeno un albergo. In tasca una lettera del Vicario per non essere scambiati per vagabondi e... Parmigiano Reggiano. 535 chilometri: ce la faranno?
di Normanna Albertini
Se la nostra vita può essere descritta come un cammino, chi, meglio di Beppe Regnani, credente e veterano del trekking in montagna, può incarnare lhomo viator, che si mette in viaggio nello sforzo di raggiungere uno stato di maturità cristiana il più possibile vicino allideale? Già da tredici anni, ogni estate, con un folto gruppo di escursionisti, ripercorre i sentieri che conducono da Castelnovo Monti al santuario di San Pellegrino in Alpe. Quattro anni fa ha camminato per la Via degli dei, da Firenze a Bologna, ed è stato ricevuto a palazzo DAccursio da Vittorio Prodi. Si è fatto anche la Castelnovo-Carrara: tre giorni di viaggio, sbagliando strada e ritrovandosi nel paese di Vinca. Ora lidea è ben più pretenziosa.
A piedi, dalla Pietra di Bismantova alla Basilica di San Pietro, senza aver preventivato dove alloggiare la notte, senza aver cercato il sostegno degli organismi parrocchiali o diocesani che incontrerà, nel puro stile dei primi pellegrini romei. Questo il progetto, forse un po avventato, del professor Regnani e di cinque suoi amici, altrettanto fiduciosi nella divina provvidenza. Le strutture costruite per alloggiare i pellegrini, in occasione del Giubileo, a loro avviso non sono economicamente convenienti; sarà quindi dobbligo, ogni due-tre giorni, una sosta in albergo per darsi una ripulita e smaltire la stanchezza.
Lidea - spiega il professore - mi è venuta un anno e mezzo fa ripensando agli antichi pellegrini, che partivano senza un soldo, senza aiuti, confidando soltanto nellaccoglienza degli Hospitales e delle famiglie. Dobbiamo rispolverare il valore dellospitalità, suscitarlo nelle persone a cui chiederemo alloggio; tanti ci diranno di no, ma riceveremo anche qualche risposta positiva e sarà già un bel risultato.
Litinerario ripercorre, grossomodo, il tratto della via Francigena che va dal nostro Appennino alla capitale, snodandosi sulle colline del centro Italia. Si tratta di 21 tappe, di 535 chilometri complessivi, per un totale di 150 ore di viaggio. La media giornaliera prevede circa 6-7 ore di cammino, 10 nei tratti più leggeri, 5 nelle tappe più impegnative. La bellezza dei luoghi attraversati rallenterà, forse, la marcia dei viandanti: Collodi, San Gimignano, Siena, Radicofani, Bolsena eViterbo meritano più di una rapida occhiata. La partenza giovedì primo giugno, alle sette del mattino, dalla Pieve di Castelnovo Monti, dopo aver trascorso insieme la notte della vigilia. Prima meta il rifugio Battisti, seguito, il giorno dopo, da San Pellegrino in Alpe. Uno dei partecipanti è ben allenato, poiché ha appena concluso il trekking della Corsica e la traversata dellisola dElba.
Lo spirito di condivisione e lamicizia sono alla base di questo progetto, al di là del credo religioso. Io - ha puntualizzato Regnani prima del via - parto soprattutto per motivi di fede, ma accetto anche le motivazioni di chi non è credente, anche perché ho scoperto che i primi pellegrini non erano visti di buon occhio dalla Chiesa, finché non si capì che potevano diventare fonte di guadagno.... Forse Regnani si riferisce alla bolla con cui papa Bonifacio VIII Caetani annullava la perdonanza indetta da papa Celestino V, leremita molisano Pietro da Morrone, divenuto pontefice nel luglio del 1294, che aveva raccolto le aspirazioni popolari ad una spiritualità più elevata. Celestino, dimessosi dopo pochi sofferti mesi di governo, aveva indetto la perdonanza invitando al pellegrinaggio, a deporre le armi, promuovendo la pacificazione tra le famiglie lacerate da faide, tra paesi e fazioni in guerra. I poveri, privi di consolazioni materiali, avrebbero potuto almeno arricchirsi di beni spirituali. Ma il suo successore, Bonifacio VIII, giudicò moralmente riprovevole la possibilità di un pezzetto di paradiso per i miserabili. Salvo poi ricredersi. La gente continuava a frequentare i santuari, in barba alla sua bolla; di conseguenza, papa Bonifacio indisse un Anno Santo universale, il 22 febbraio del 1300. Il primo Giubileo cristiano fu un successo anche economico: Giorno e notte due chierici stavan presso laltare di San Paolo, tenendo in mano rastrelli con cui raccoglievano unillimitata quantità di denaro... (dalla Cronaca del primo Giubileo, di G. Ventura,1325).
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Giuseppe Regnani durante
un'escursione sul monte Prado.
Sullo sfondo il lago della Bargetana. |
Il pellegrinaggio di Regnani e compagni non è lunica esperienza del genere nella nostra diocesi: il 24 aprile sono partiti a piedi, da Rivalta, don Creardo Cabrioni e il gruppo dei Rallegrati, della parrocchia di Coviolo. Altri pellegrini dovrebbero partire da Albinea verso la fine di luglio.
Nellanno giubilare del 1975, fu don Mario Prandi, fondatore delle Case di Carità, a raggiungere Roma a piedi, con i frati di Fontanaluccia, senza una lira e con lunico supporto di don Aldo Orienti, parroco di Cagnola, che li accompagnava in automobile.
Da quando ho manifestato la mia intenzione di andare a Roma a piedi - racconta il professor Regnani - tante persone mi hanno contattato per avere spiegazioni ed, eventualmente, poter partecipare. Una ragazza mi ha addirittura telefonato per prenotare un posto per la madre! Prenotare? Ma non abbiamo mica un pullman!.
Dei cinque amici di Regnani, alcuni nemmeno si conoscono tra loro. Provengono da Reggio, Scandiano, Rubiera, Montecavolo e Castelnovo Monti, e hanno unetà compresa tra 51 e 67 anni. Per non essere scambiati per vagabondi, porteranno con loro una lettera di presentazione del Vicario Episcopale per la Pastorale dei laici della montagna, don Gianni Manfredini. Dispiace a Beppe Regnani lassenza di Mauro Cervi, consueto compagno di scorribande per i monti, il quale sarà in ben altre faccende affaccendato, avendo programmato da tempo il matrimonio per il mese di giugno.
Il bagaglio - continua Regnani - è ridotto al minimo: biancheria intima usa e getta, Parmigiano Reggiano e zucchero. Certo non possiamo rinunciare al cellulare.... Il corredo dei pellegrini medievali consisteva, invece, in un bordone (bastone di legno con punta di metallo), una bisaccia e una schiavina, una veste di stoffa ruvida il cui nome spiega bene la comodità. Per programmare litinerario, Regnani ha richiesto del materiale informativo a cinquanta enti turistici regionali e provinciali. Hanno risposto in dieci, inviandogli cartine e depliant, sui quali ha potuto farsi unidea della strada da percorrere. Certo - precisa - non potremo contare sullappoggio degli Spedali, come gli antichi pellegrini. Ho scoperto che lultimo ad essere chiuso è stato quello di Rubiera e che nei periodi di carestia, frequenti nel Medioevo, lunica possibilità che avevano i poveri di ottenere un pezzo di pane era bussando alla porta degli Spedali. Così cerano torme di affamati la cui unica attività era vagabondare da uno Spedale allaltro....
Gli Spedali, o Hospitales, si reggevano sui sostanziosi lasciti e sulle elemosine di ricchi fedeli; molteplici erano le loro funzioni: curare gli ammalati, soccorrere i poveri e i bisognosi, sfamarli, ricevere e allevare i bambini abbandonati, accogliere i pellegrini. Questi ultimi ottenevano gratis vitto e alloggio per un giorno e un soldo per continuare il viaggio. Si offriva loro carne di maiale, di bue, di capretto, di pollo, assieme a uova, latte e formaggi. Ma si trattava spesso di cibi tuttaltro che freschi, il vino era annacquato, ligiene inesistente, la promiscuità totale e le pulci compagne di letto. I nostri romei del 2000 riceveranno, sicuramente, un trattamento migliore, e a Roma li attenderà la moglie di uno di loro, con una pastasciutta fumante, nellappartamento di un comune amico.
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"Beppe" Regnani. |
Spero che i miei problemi di salute non mi siano di ostacolo - precisa Regnani -. Ho il cuore che sbaglia qualche colpo e un piede dolorante; il viaggio potrebbe rivelarsi più che una penitenza e non vorrei doverlo interrompere.
A proposito di penitenza, i sacerdoti medievali avevano a disposizione i libri detti Penitenziali, che stabilivano una rigida equivalenza tra le colpe confessate e le pene imposte. La disciplina penitenziale, fino al XII secolo, era pubblica e non reiterabile, e pubblica doveva essere la penitenza, che poteva consistere nel raggiungere a piedi un luogo sacro. Oggi, Giovanni Paolo II afferma che ... il pellegrinaggio è esercizio di ascesi operosa, di pentimento per le umane debolezze, di costante vigilanza sulla propria fragilità, di preparazione interiore alla riforma del cuore. Ed è quello che ci sembra di aver colto nelle parole di Beppe Regnani, che non va a Roma sognando un luogo santo dove sarebbe più certa la sua salvezza, ma parte col desiderio di incontrare un prossimo vicinissimo, a volte estraneo, nel cui volto intravedere il volto di Dio che gli cammina a fianco. Ci piace accompagnarlo con una preghiera del 1400: O Signore, Padre Celeste, fa che gli angeli veglino sui tuoi servi, sì che possano raggiungere sani e salvi la loro meta, che nessun nemico li assalti lungo il cammino, che non gli sopraggiunga male alcuno.
Auguri, caro Beppe, e buon viaggio dalla Pietra a San Pietro!
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