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DOVE LA GENTE NON CI MOLLA
Cerreto dei contrari
Aumentati abitanti, alberghi, negozi e attività varie. Estate e autorizzazioni: che problemi! Nel cuore della montagna.
di Giuseppe Delfini
Talvolta, al Cerreto lorologio della storia sembra andare al contrario: mentre in tutta la montagna si registrano perlopiù chiusure di negozi, qui essi si ampliano e si rinnovano; mentre ovunque di nuovi alberghi quasi non se ne parla, qui ne abbiamo di quelli che riaprono dopo dieci anni di inattività e altri che si ristrutturano; mentre in tutto il crinale e in quasi tutto lAppennino i dati anagrafici hanno saldi negativi, qui in quarantanni la popolazione è quasi decuplicata.
Talaltra, invece, lo stesso orologio marcia col medesimo ticchettio: quello scandito dalle promesse non mantenute, dalle inadempienze degli apparati che contano e dalle mancanze di attenzioni politiche, tipiche di tutte o quasi le zone di confine. In questo periodo la stagione sciistica è chiusa e si sta lavorando per quella estiva. Alla spalle ci sono mesi zeppi di polemiche e guai, davanti agli occhi e soprattutto al cuore tanti sogni e speranze. Questo è Cerreto Laghi.
IN PRINCIPIO ERANO 14
Nel 1961 in questangolo di mondo si registravano 14 residenti. Dieci anni dopo erano saliti a 71, per poi passare a 84 (1981), 92 (1991) e 110 (2000). Guardiamo, sempre sfruttando le statistiche forniteci dal Comune di Collagna, le attività. Nel 1960, in quella che sarebbe diventata una celeberrima stazione sciistica (è di questi tempi linizio dellepopea di Gibertoni & C.), cerano 3 alberghi, 4 bar, 3 ristoranti, un negozio di alimentari e uno di abbigliamento. Nel 1980 gli alberghi erano saliti a 9, i bar a 12, i ristoranti a 10, i negozi di alimentari a 6 e gli altri a 4. Passiamo al 2000. Qui troviamo altri aumenti: non di alberghi (fermi a quota 9), ma di bar (17), di ristoranti (11), di negozi di alimentari (7) e di quelli non alimentari (6). Cerreto Laghi annovera oltre mille seconde case, lunico palaghiaccio della provincia, un campo da tennis, 4 laghi per la pesca sportiva, una seggiovia monoposto e 4 biposto, 3 ski-lift, 25 chilometri di piste da discesa, una pista da fondo e un impianto di innevamento artificiale. Un tesoro costruito dalluomo in una terra che è un paradiso. Questo è Cerreto Laghi.
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Marco Giannarelli |
CE CHI NON CE
Capitarvi allimprovviso un martedì pomeriggio di fine maggio. Tra turni di riposo, ferie da smaltire in settimane morte, affari rimandati in inverno e lavori di preparazione allestate, in servizio alla fortezza non restano folte schiere. Ma era il polso che volevamo tastare. Questanno è andata male - dice Marco Giannarelli, rubato alle grandi pulizie del suo albergo-ristorante -. Tra gli incidenti e un po di politica contro, abbiamo registrato un calo abbastanza netto. Sono saltate le settimane bianche dopo gli incidenti... E mai che le cose vengano riportate come avvengono in realtà, dice a proposito di questi ultimi.
Cosa manca al Cerreto? Un campo-scuola. Gli impianti, poi, sono un po vecchi, e i costi di gestione alti. Il privato da solo non so se riesca a mettere a posto tutto.... Ancora: Non voglio polemiche, ne abbiamo avute fin troppe. Di fatto, però, il paese è diviso in due: chi gestisce gli impianti e gli altri. Ognuno per la sua strada. Se non si collabora, però, alla fine ne risentiranno tutti.
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Cerreto com'era un tempo |
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Cerreto com'è oggi |
Da quando siete qui? Dal 60. Mio papà ci veniva a fare la legna. Quando è stato inaugurato il primo impianto, lui aveva il terreno e ha aperto un barettino. Adesso è molto dura. Di infrastrutture per lestate non ce ne sono. E anche sulle cose più piccole cè da dire: la Provincia deve pulire le strade e il lago, cambiare le staccionate... Ci sabotano, vogliono fare unisola ecologica, ma noi - termina Giannarelli - dobbiamo viverci e abbiamo progetti. Il campo-scuola abbiamo chiesto di poterlo fare e gestire noi, stiamo organizzando lestate e abbiamo ordinato, col contributo del Comune, il parco giochi.
Interrompiamo la signora Luciana Zampolini, che con marito e figli gestisce un negozio di articoli sportivi, mentre sta potando gli oleandri: Non è stata una grande stagione... Forse cè stato un calo generale... E poi, con quegli incidenti ci siamo presi anche le colpe degli altri: cascava uno a Succiso e si ricordavano i morti del Cerreto. Così la gente non veniva. Ma le piste erano buone e la neve è stata mantenuta a lungo. Cosa manca? Ci vorrebbe un medico, con tutte le famiglie e gli anziani che vengono qui. E anche la farmacia, che è aperta solo in agosto. Bisogna poi riempire questi periodi, portare gente nuova, dare ossigeno alla stazione. In estate mancano i giovani. Speriamo questanno nel Palaghiaccio.
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Giampaolo Notari |
E molto che lavorate al Cerreto? Il negozio labbiamo aperto circa ventanni fa, lho fondato io. A quel tempo insegnavo qui alle elementari. Mio marito è stato uno dei primi maestri di sci.
Se foste con lattività in via Emilia la vita cambierebbe... Ma noi stiamo qui. Anzi, le dirò: adesso ci allarghiamo.
Tra un lavoro di ristrutturazione e laltro stoppiamo Giampaolo Notari, titolare di un altro esercizio di articoli sportivi. Cosa manca? Le strutture estive, tanto per cominciare. Cè il Pala, certo, e cè un campo da tennis, ma è proprio misero. Come alberghi siamo messi proprio bene, ma è quello che deve fare da supporto che manca. Anche gli impianti sciistici sono un po vecchi (allAbetone con la seggiovia nuova hanno fatto il boom), e a volte manca un po di attenzione verso il turista. Il privato si dà da fare: vedi ad esempio la nascita dellIgloo, lalbergo che ha riaperto... Mancano però gli impianti sportivi per lestate, e anche un campo-scuola.
PER NOI
Col nostro raid abbiamo voluto, al di là di proteste e polemiche, respirare unaltra volta laria del Cerreto, risentire le voci di chi ci vive e lo fa vivere e i rumori di chi ci sta lavorando e vuole continuare a farlo, vedere i suoi bimbi che vi corrono in bicicletta, le sue donne che vi stendono i panni. Tante cose sono da sistemare (aggiungiamo il campeggio a quanto già detto), ma questa terra e questa gente (a parte, forse, alcune singole vicende) restano un esempio. Come altri in montagna (ognuno nel suo genere), certo, ma un esempio. Questo per noi è il Cerreto. Questo per noi è il sogno. Se sfuma questo, possiamo andare tutti a vivere in riva al Po.
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Il lago del Cerreto attraverso
le vetuste staccionate. |
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