| FILM SUGLI ECCIDI DEL MARZO 1944
La serenità sopra le nuvole
Testi, sceneggiatura e regia sono di Sabrina Guigli e Riccardo Stefani. Riproposta
la vita di allora. “La gente è stata splendida”. L’incontro con Veronesi.
di Remo Secchi
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| SI GIRA! Uno dei set è stato allestito a Gazzano. Altre riprese sono
previste con la neve e nel mese di marzo, quello delle stragi. |
La festa di paese che si sta svolgendo a Cervarolo, all’interno di un’aia rischiarata da alcuni falò, viene improvvisamente interrotta da Amerigo, il calzolaio che, con uno strano cappello in testa e un nodoso bastone in mano, ferma i suonatori e annuncia l’arrivo dei màscré (persone mascherate) da Gazzano. La gente che stava ballando al suono dell’orchestrina composta da fisarmonica, violino e una strana chitarra a due manici, opera di un falegname locale, viene fatta disporre in cerchio e, dopo una simpatica discussione fra Amerigo e alcuni paesani, i màscré fanno il loro ingresso nell’aia. Sulle note della caratteristica musica suonata da violino e chitarra, e con Amerigo in veste di mnûn (accompagnatore) che spiega le varie fasi nel divertito stupore generale, inizia il ballo dei gobbi. Sembra di essere tornati indietro di sessant’anni e invece siamo sul set di Sopra le nuvole, il film che i due giovani registi Sabrina Guigli (28 anni) e Riccardo Stefani (34) stanno girando sull’Appennino reggiano-modenese. Il film, di cui i due giovani hanno curato testi, sceneggiatura e regia, ripercorre le drammatiche vicende avvenute nel marzo del 1944, quando truppe tedesche del battaglione Göering, guidate dal capitano Hartwig, effettuarono le feroci rappresaglie di Monchio, Savoniero e Costrignano nel Modenese e di Cervarolo nel Reggiano, durante le quali furono operate razzie, incendiate case e stalle e barbaramente uccisi ben 160 civili, fra cui anche donne e bambini. Il film non si limita però al resoconto di questi tragici avvenimenti, ma descrive vita e abitudini di quella povera gente, raccontando le vicende di varie famiglie, in particolare del piccolo centro del comune di Villa Minozzo.
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Titolo del film: Sopra le nuvole
Regia: Sabrina Guigli e Riccardo Stefani
Collaboratori: Daniele Cagrandi, Stefano Ghitalla, Silvia Gigli, Paolo Tazzioli e Lorena Guigli
Aiuto regista: Yuri Razza
Direttore di produzione: Cesare Di Patti
Direttore della fotografia: Gigi Martinucci
Segretaria di edizione: Sara Cavani
Fonico: Roberto Serra
Scenografia: Paola Zamagni
Costumista: Paola Camozzi, Juliette Manassaff (assistente)
Trucco: Regina Simelli Elettricista: Piero Zanello |
Riccardo e Sabrina non
sono alla prima esperienza come
registi. Hanno infatti già realizzato un cortometraggio, dal titolo Gli occhi della luna, che ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti a vari concorsi. La decisione di dedicarsi con maggior convinzione a questa attività è maturata in loro dopo un incontro con lo sceneggiatore, regista e produttore Giovanni Veronesi avvenuto a Bologna nel 2002. Veronesi, che ha curato la scenografia di film come Tutta colpa del Paradiso di Nuti, I laureati e Il ciclone di Pieraccioni (per il quale ha collaborato anche alla regia), annovera tra le sue ultime produzioni Che sarà di noi e Manuale d’amore. Abbiamo rivolto alcune domande a Riccardo Stefani partendo proprio da quell’incontro, che benché si sia svolto relativamente vicino a casa, per poco non sfumava a causa di un curioso contrattempo. “Quell’anno - inizia - Veronesi stava portando avanti il progetto ‘on the road’, che prevedeva seminari di cinque giorni con allievi delle scuole di cinema di varie città italiane alla ricerca di nuovi talenti.
Un amico giornalista ci aveva fissato un appuntamento alle 17 per un’intervista il cui scopo reale era quello di presentarci al regista, e per questo Sabrina si era aggregata come fotografa. Arrivati a Bologna, siamo rimasti bloccati più di mezz’ora in pieno centro da una processione con tanto di statua del santo portata a spalla. Sembrava uno scherzo! E’ stata però una fortuna perché Veronesi, che nel frattempo aveva ripreso la sua ‘lezione’, ha poi avuto più tempo da dedicarci dopo le 20.30. Naturalmente ha subito intuito il vero motivo dell’appuntamento, ma visto il nostro grande interesse ci ha proposto di partecipare al seminario successivo a Firenze, anche se non eravamo iscritti a nessuna scuola di cinema”. E a Firenze come è andata? “Benissimo! Veronesi riesce a trasmettere entusiasmo e convinzione nei propri mezzi, ma sa anche capire quali siano le capacità di ognuno e dare le giuste motivazioni. Nei primi giorni chiedeva di improvvisare scenette e dialoghi, e io e Sabrina abbiamo recitato alcune cose comiche che hanno destato una buona impressione. Il quarto giorno, battendomi sulla spalla, Veronesi mi ha detto: ‘Per domani prepara qualcosa che non faccia ridere’. Mi è crollato il mondo addosso.
Stavo già preparando un altro sketch comico. Notata la mia perplessità, ha aggiunto: ‘Guarda che Sabrina non si è innamorata di te soltanto perché la fai ridere!’. Il giorno dopo abbiamo presentato qualcosa di diverso e alla fine dello stage ci è stato dato il compito a casa: Sabrina doveva fare 40 foto, una al giorno, e io preparare un cortometraggio di una quindicina di minuti”. Il cortometraggio Gli occhi della luna, che poi ha vinto al Festival nazionale di Carrara. Di cosa parla e perché la scelta di questa storia? “E’ la storia vera di Michele, un uomo sordo dalla nascita e diventato cieco per una malattia all’età di 20 anni. E’ mio zio e sono sempre rimasto affascinato dalla sua serenità, dalla capacità di affrontare anche queste avversità della vita con il sorriso, continuando a vedere il mondo attraverso gli occhi della sua luna”. Una partenza alla grande, quindi. E Veronesi cos’ha detto vedendo il suo lavoro?
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| Alcuni attori reggiani. |
“Gli è subito piaciuto ed è stato proprio lui a invitarmi a partecipare a diversi concorsi. Mi ha suggerito qualche piccola modifica che io ho apportato con l’aiuto degli amici che hanno accettato di recitare per me, in condizioni a volte molto disagiate, con 13 gradi sotto zero e in alcune scene dopo aver anche spalato la neve”. Avete avuto perciò altri contatti con Veronesi? “Siamo stati dapprima a casa sua, a Roma, dove abbiamo avuto modo di incontrare Pieraccioni, quindi siamo stati invitati sul set di Che ne sarà di noi, dove abbiamo potuto fare anche una comparsa. Dopo aver visto il nostro lavoro ultimato, oltre a rallegrarsi con noi per i riconoscimenti ottenuti, Veronesi ha deciso che fosse il momento di fare qualcosa di più e ci ha perciò affidato un piccolo budget con l’incarico questa volta di girare un vero e proprio film”. Arriviamo dunque al film Sopra le nuvole. Perché avete deciso di parlare di questo argomento? “Perché si parla sempre meno di questi avvenimenti ed è importante che non vadano perse le testimonianze di quei terribili giorni. Quando ero bambino ricordo che ascoltavo in silenzio i racconti dei più anziani che ricordavano quei momenti di paura nei quali ancor di più si evidenziavano valori come solidarietà, amicizia, coraggio. Abbiamo voluto raccontare come si svolgeva la vita da queste parti, semplicemente, con le abitudini e le consuetudini di allora, per rendere un tributo a tutti coloro che sono stati uccisi e hanno sofferto a causa di quella guerra”.
La scelta di utilizzare attori non professionisti a cosa è legata? E con che criterio li avete scelti? “Ci sono due motivi: uno i costi e l’altro il fatto che è più facile interpretare un personaggio quando se ne condividono i sentimenti, i valori e le tradizioni. I montanari di oggi non sono molto diversi da quelli che subirono quelle rappresaglie. Per fare il casting abbiamo messo degli avvisi nei vari paesi dei comuni montani e nel giro di due mesi avevamo già assegnato le parti. Per alcuni ruoli avevamo già in mente la persona giusta, ma in altri casi l’abbiamo trovata con i provini. Il ruolo della spia di Cervarolo è stato invece affidato direttamente a Loris Biondini di Frassinoro, che già l’aveva ottimamente interpretato come ‘maggiarino’”. C’è stata quindi una buona risposta da parte della popolazione locale. E le amministrazioni, gli enti, come hanno risposto? “La popolazione ha risposto in modo splendido, collaborando anche per ciò che riguarda la fornitura di abbigliamento e materiale di quel periodo. Dopo una serie di incontri appositamente organizzati, abbiamo ottenuto sovvenzioni anche dalle Amministrazioni comunali di Villa Minozzo, Frassinoro, Palagano, Prignano, Montefiorino, Polinago e Baiso. Dalle Province di Modena e Reggio, dalle rispettive Comunità montane (per Modena quella Ovest) e dalla Regione Emilia Romagna”.
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| I due registi. |
| Sabrina Guigli ha 28 anni e risiede a Boccasuolo (Mo). Riccardo Stefani ha 34 anni e risiede a Fontanaluccia (Mo). Il cortometraggio Gli occhi della luna ha vinto: il Premio speciale della giuria al concorso “Video grand prix Sony” a Locarno- Muralto (Svizzera) del 22-24 ottobre 2004, su 97 opere; 1° al Festival nazionale del cinema amatoriale di Carrara II ed. maggio 2004 su 180 opere; si è classificato 3° al Concorso nazionale Sae di Chianciano Terme su 80 opere in gara; finalista tra le 20 opere selezionate alla finale a Collecchio Video Film (Pr) su 60 video; finalista tra le 20 opere selezionate alla finale del Valsusa Filmfest Torino tra le 150 opere pervenute. |
Girando per il set di Sopra le nuvole si direbbe che tra attori e membri della troupe si sia creata un’immediata amicizia. C’è allegria e partecipazione. Come lo spiega? “C’è un clima sereno e un senso di collaborazione straordinario. Io e Sabrina possiamo solo ringraziare i ragazzi della troupe, che stanno lavorando con tanta professionalità e serietà nonostante il budget non certo elevato, perché fin dal primo momento hanno cercato di calarsi nella realtà della quale volevamo parlare e di capire la mentalità della nostra gente. Poi c’è l’entusiasmo dei tanti amici che hanno accettato di interpretare ruoli anche piuttosto impegnativi, il senso dell’amicizia e la simpatia tipici dei montanari che fanno da collante ideale per creare questa armonia”. A proposito di armonia, fra lei e Sabrina, chi ha l’ultima parola su come girare una scena?”. “Veronesi sostiene che siamo complementari e lui è uno che se ne intende”. Le riprese sono iniziate a maggio e termineranno nel prossimo aprile, dopo che sarà stata girata a Cervarolo la scena dell’eccidio nell’aia. Un’ultima domanda: perché il titolo Sopra le nuvole? “Perché è sopra le nuvole che quella povera gente ha trovato allora la serenità e la pace, ed è da sopra le nuvole che ancora oggi ci guarda tristemente vedendo che nel mondo nulla è cambiato”. Avanti con le riprese allora, ragazzi. E state tranquilli, perché sopra le nuvole c’è anche quel santo che vi aveva bloccati a Bologna con la sua processione. Credete che non vi dia una mano?
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