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detto
fra noi
di Giuseppe Delfini
Colpa del buon Dio?
1) Più di tre mesi dopo impariamo che parte della colpa è da attribuirsi al ciclico alternarsi del giorno e della notte, nonché al susseguirsi delle sciagurate settimane (per non parlare poi delle stagioni...). Sono occorsi oltre tre mesi per rivelare l’arcano che ha portato alla caduta di un secchio di calcinacci su un paio di teste del liceo “Dall’Aglio” di Castelnovo Monti. La struttura è decisamente ok, il solaio lo era un po’ meno, tanto che ha “sfondellato”. Insomma, c’erano lastre di laterizio più sottili di quello che avrebbero dovuto essere, e questo ha messo il soffitto nelle condizioni di precipitare su studente e prof. Ma il colpo di grazia, anzi, “un notevole contributo al progressivo danneggiamento dei setti dei blocchi è stato fornito dal susseguirsi dei cicli giornalieri, settimanali e stagionali della temperatura all’interno delle aule... Il carattere ciclico della sollecitazione può portare alla rottura per fatica”. Parole (pronunciate a mezzo comunicato stampa) dell’esperto che ha vagliato l’accaduto. Una delle ditte costruttrici pagherà il ripristino e i controlli successivi. Però. Il sapere però che questi inutili giochini tra il giorno e la notte, o tra il lunedì e i suoi fratelli, o tra l’inverno, la primavera e via stagionando (prima uno e poi l’altro, fuori uno e dentro l’altro) possono scatenare disastri del tipo di quello accaduto al “Dall’Aglio”, ci lascia perplessi. Ci pare strano, nonostante la nostra poca fede, immaginare che il buon Dio abbia creato tale serie di alternanze per mettere a repentaglio l’incolumità fisica di ragazzi e insegnanti. Molte volte accettiamo le cose con troppa rassegnazione. Ma, a voler fare i rompiscatole, dovremmo dire che tre mesi per affermare che la struttura è sicuramente stabile e non presta il fianco a pericoli, lasciano di stucco. Il polo scolastico è stato inaugurato una manciata di mesi fa: prima del taglio del nastro collaudi e prove di agibilità non sono stati eseguiti o sono già scaduti, come mozzarelle di bufala lasciate fuori frigo? In questo tempo, quindi, i ragazzi erano a rischio, in quanto non sussistevano certezze sull’integrità della struttura? Noi crediamo di no, ma se prendiamo per buone, secondo il loro significato, le parole ufficiali vergate alla fine dell’inchiesta, qualche sospetto ci viene. Se però si sapeva già che la struttura era a posto, tre mesi per scoprire che qualche pannello di laterizio era troppo sottile non sono eccessivi? O si è aspettato volutamente questo tempo per comunicare i risultati? Anche il miglior fiore all’occhiello può talvolta emanare profumi strani.
2) Incontrarsi e dirsi addio non è mai un bel passo, ma se non riesci nemmeno a incontrarti con chi vorresti salutare... E’ accaduto a Casina, dove i pazienti di un medico di base andato in pensione hanno “notato il cambiamento” solo quando hanno trovato l’ambulatorio sprangato. Anche qualche collega del doc è stato trovato impreparato all’evento. Era proprio impossibile, per l’Ausl, mandare per tempo ai diretti interessati una lettera con qualche suggerimento pratico?
3) Quanto pesa la montagna italiana? Secondo stime Uncem, i Comuni montani in Italia sono 4.201, il 51,86% del totale, quello montano rappresenta il 54,33% dell’italico suolo mentre, mettendo su una stadera la popolazione, otteniamo una percentuale che naviga sul 18,71% dell’intero. Altro che aree secondarie o marginali. E’ vero che la dignità di una comunità non si valuta in base al peso (e questo l’hanno capito anche quei politici che reclamano posti e prebende pur vantando uno zerovirgola di voti o poco più), ma l’avere dalla nostra anche qualche numerino non guasta.
P.S.: La rotonda di San Pancrazio ancora non esiste e già vi si registrano incidenti. Chi ben incomincia...
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