| MARIA GRAZIA NIBALI SU CANALE 5
Ok, il piatto è giusto
La dottoressa castelnovese era la “giurata nutrizionista” in un programma condotto dalla Zanicchi. “Una bella esperienza”. “Si devono fare pasti piccoli e frequenti. Anche mangiando si... consuma”. I figli e la mamma televisiva.
di Normanna Albertini
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| Maria Grazia Nibali. |
“Il Piattoforte”, programma di Canale 5 condotto da Iva Zanicchi, ci ha tenuto compagnia in questi ultimi mesi ed ha avuto tra i protagonisti una castelnovese. Infatti, accanto ad Iva, si presentava una giuria composta da due chef: Antonello Riva, autore televisivo e grande appassionato di gastronomia, rappresentante dell’arte culinaria classica, e Simone Rugiati, giovane “chef innovativo”, portavoce di una cucina creativa. E poi lei, la nostra concittadina Maria Grazia Nibali, medico chirurgo, specializzata in Scienza dell’alimentazione e dietetica. Era la giurata “nutrizionista”, che premiava con il proprio voto, unito a quello dei due chef, il “piattoforte”, cioè quello che meglio aveva saputo associare gusto, valore nutrizionale e calorico. Abbiamo incontrato Maria Grazia Nibali e i figli Stefano e Chiara, entusiasti, quasi in veste di suoi “impresari”, e l’abbiamo intervistata.
Com’è arrivata a “Il Piattoforte”?
“Mi hanno telefonato dalla redazione della ‘Bongiorno productions’, sono andata a Milano ed ho sostenuto un primo colloquio: ‘Le faremo sapere...’, mi hanno detto. Eravamo in maggio. Poi mi hanno chiamato comunicandomi che a fine mese si registrava la puntata zero. Sono andata; medici ne avevano visti tanti, ma hanno scelto me... Il programma era totalmente diverso da quello che è diventato. Il presentatore doveva essere un attore di fiction, la valletta una conduttrice radiofonica. Alla fine di ottobre mi
hanno avvertito: ‘Si parte, si faranno sedici puntate. Si comincia a registrare la settimana prima di Natale’. A fine novembre, invece, mi convocano: ‘Scusa, ci dispiace, se tu riuscissi a venire... la Zanicchi vorrebbe conoscere la giuria’. Mi sono detta: ‘Eh? Cosa ci fa la Zanicchi?’. Lì ho scoperto che la presentatrice era lei, che poi le avrebbero affiancato un ragazzo, scelto all’ultimo momento, e che la giuria era composta dai due cuochi e da me. Anche lo svolgimento della trasmissione era cambiato”.
Che impressione ha avuto, in positivo o in negativo, di quell’ambiente?
“Mi aspettavo individui più altezzosi, in realtà no: la redazione è formata da ragazze giovani e gentilissime, così come gli autori. Tutti cercavano di mettermi a mio agio. Sono persone che ti salutano come se ti avessero conosciuto da sempre: baci, abbracci, non ti fanno sentire un pesce fuori dall’acqua. Fondamentalmente solo un elemento dello staff non mi è piaciuto. Il disagio è stato, all’inizio, riuscire a capire come si doveva svolgere la trasmissione. Io avevo inteso di avere un piccolo spazio, dove, dalle ricette, prendevo spunto per approfondire un argomento. Invece, poi... dovevo andare a ruota libera, anche improvvisando. Per me era difficile riuscire a trovare i tempi per inserirmi. Lì parlavano tutti uno sull’altro... devi riuscire a capire quando puoi parlare, oppure ti interrompono perché non gliene frega niente. All’inizio non mi ero sentita compresa, l’ho detto e dopo è andata bene. E’ stata una bella esperienza, anche dal punto di vista umano. Subito mi dicevo ‘cosa ci faccio qui?’. In realtà dovevamo un po’ amalgamarci”.
Quale dei protagonisti della trasmissione le è risultato più simpatico e con chi ha legato meglio?
“Con i cuochi, ma anche con la Zanicchi. Nei momenti di pausa si chiacchierava con lei delle nostre zone. Ogni tanto mi chiedeva di qualche persona che conosciamo; qualcuno mi aveva incaricato di porgerle dei saluti. Anche con lei è stato piacevole. Certo: con i cuochi c’era l’argomento che ci avvicinava”.
Ci sono state puntate in cui avete dovuto ripetere la registrazione?
“Mai pezzi lunghi, solo battute molto brevi”.
Incidenti?
“Una volta un guasto tecnico ha fatto scuocere la pastasciutta di una concorrente; poi una fonduta a bagnomaria non è riuscita a sciogliersi nei tempi previsti...”.
E alla fine mangiavate?
“Yes! Erano tutte cose molto buone, preparate con attenzione. Ogni tanto è capitato che la carne non fosse ben cotta, perché i tempi erano troppo brevi. Poi, però, autori e concorrenti hanno capito se nei tempi televisivi ci stavano o no. I primi tortelli... una aveva fatto un tortellone enorme! Da solo faceva la porzione!”.
Come ha vissuto il “trucco e parrucco”?
“La prima seduta, al mattino, era sul trucco, poi si sceglieva la pettinatura. La Zanicchi aveva il suo parrucchiere e la sua truccatrice. Lì gioca molto il discorso delle luci: a seconda di quelle che hanno in studio tu devi essere più o meno truccata. Comunque la preparazione durava dalle 11- 11.30 fino alle 14, con un breve intervallo per il pranzo”.
La Zanicchi le ha chiesto una dieta?
“La Zanicchi era a dieta! Un pomeriggio si è fatta portare uno scatolino con dentro quaranta grammi di Parmigiano. Quando è stata ora di mangiare, si è scordata della dieta e ha mangiato di tutto. E’ ancora una bella signora, molto giovanile come spirito e come aspetto. Ma era una donna magra, ora si sente un po’ appesantita. Si mette a dieta, poi si disinibisce, molla tutto e non ne vuol sapere. La sua truccatrice le stava attenta perché seguisse la dieta, la controllava. Non mi ha chiesto diete, gliel’ho proposta io; poi, però, non c’è stata l’occasione di riparlarne. Mi ha comunque invitata ad andare a trovarla a Ligonchio quest’estate, quindi... chissà”.
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Maria Grazia con i giurati Antonello Riva e
Simone Rugiati durante il programma di Iva Zanicchi
con l’ospite Mike Bongiorno. |
Progetti per il futuro in televisione?
“Fine dell’avventura... Se ricapita, vedremo. Magari in una trasmissione più scientifica, sul tipo di ‘Elisir’... Per ora tutte le mattine vado in ambulatorio all’ospedale Sant’Anna di Castelnovo”.
Chiediamo a suo figlio Stefano come ha visto questa mamma televisiva...
“E’ stata una cosa bella, primo perché finalmente la mamma poteva insegnare a tutti le cose che insegna a noi. E poi bella per lei, perché ha vissuto un’esperienza nuova. Il programma era simpatico, con tanti momenti divertenti”.
E tu, Chiara?
“Bello! Mamma ha conosciuto dei cuochi bravi e ha imparato delle ricette nuove, come il tacchino agli agrumi”.
E ora qualche domanda alla dietista: non crede che sia un po’ un controsenso dare in televisione programmi che parlano di cibo, di cucina, e poi trasmettere le sfilate di
moda con modelle anoressiche
impressionanti?
“Sì, è un controsenso voler insegnare la corretta alimentazione, poi proporre certe immagini o programmi dove non mangiano, tipo ‘L’isola dei famosi’. Se noi dobbiamo insegnare che bisogna fare cinque pasti al giorno per stare bene, non puoi insegnare il digiuno”.
E le diete primaverili proposte dai giornali femminili, quelle che ti farebbero perdere un sacco di chili in poco tempo, giusto per prepararsi all’estate e al mare, come le valuta?
“La cosa peggiore è creare l’illusione di fare dimagrire velocemente in maniera sana, corretta, quando non è vero. Se mai lo fosse, se anche uno riuscisse a calare molti chili in poco tempo, li riprenderebbe subito ma, soprattutto, perderebbe liquidi e muscolo e non grassi. E il muscolo fa sì che il metabolismo sia più alto. Ci deve essere l’obiettivo di raggiungere il dimagrimento, ma
anche quello di cambiare stile di
vita per mantenere il peso nel
tempo. Le diete dei giornali, se
assomigliano a un’alimentazione corretta, possono andar bene, purché non siano monoalimento, dissociate, o diete dove non ci sono mai grassi. Ogni pasto deve contenere grassi, zuccheri, proteine. Si devono fare pasti piccoli e frequenti, perché si è visto che anche l’azione del mangiare fa consumare e non si crea mai un abbassamento dell’insulina. Anche saltare i pasti non va bene”.
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Nelle mense scolastiche, si nota che i bambini tendono a non mangiare le verdure e la frutta. Cosa consiglierebbe per incentivare il consumo di frutta e verdura nei bambini?
“So che il problema esiste perché lavoro anche nelle mense scolastiche. All’Ausl, come servizio d’igiene degli alimenti, il nostro compito è proprio quello di esprimere un parere sui menù che vengono proposti per le scuole, sia dalla Cir, sia dove la cucina è interna. Il problema del rifiuto delle verdure e della frutta si accentua crescendo. Mentre al nido e alla materna le mangiano, via via che crescono non le vogliono più. Come convincerli? Quando sono molto piccoli ‘nascondendo’ le verdure in polpette, erbazzone, tortini. Non credo che sia vero che le verdure non piacciono: non le vogliono neanche provare. Come ho fatto con i miei figli? Anch’io le ho ‘nascoste’, poi, quando sono cresciuti, ho cominciato a spiegare perché fanno bene, li ho informati che bisogna sempre mangiare un po’ di tutto... Ho sempre insistito per l’assaggio: ti piace, lo riprendi, non ti piace, mangi solo quello. Un altro problema dell’alimentazione scolastica dei bambini è la merenda di metà mattina, che ci vuole, ma che deve essere poca; deve spezzare il digiuno, ma non deve essere un pasto: un frutto, un pacchettino di crackers, uno yogurt... Ho visto bambini con ‘biolche’ di gnocco, magari farcito di prosciutto. Va bene lo gnocco, ma un pezzettino... L’educazione alimentare, per evitare problemi dopo, va fatta”.
Cosa pensa dei surgelati?
“Hanno lo stesso valore del fresco, in genere si equivalgono. La surgelazione industriale, come quella del pesce, è fatta benissimo. Sono un po’ contraria ai piatti già pronti, perché sono arricchiti con esaltatori di sapidità e hanno condimenti in eccesso rispetto ai piatti casalinghi”.
Ma un’alimentazione equilibrata non è, alla fine, un po’ cara?
“Si è proprio visto, e ne abbiamo parlato in un recente convegno, che i cibi ad alta densità calorica, come patatine, gnocco e simili, sono anche quelli che costano meno. Quindi ci si deve nutrire con intelligenza, mangiando meno e scegliendo gli alimenti giusti, piuttosto che mangiare troppo e male”.
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