| SINDACI E AMMINISTRATORI: ONERI E STIPENDI
Ecco quanto costa quella fascia
Le variabili legate alla professione e al numero
di abitanti. Anche il bilancio, rispetto alla media
regionale, può influire. Dati e curiosità.
dl
Normanna Albertini
Qual è la retribuzione mensile dei sindaci per l’incarico che svolgono? Le variabili sono tante: il numero di abitanti del paese che governano, la professione che esercitano, l’andamento del bilancio comunale rispetto alla media regionale e altri parametri. Le nuove norme sono state definite dal Ministero dell’Interno in accordo con il Tesoro e sono contenute nel decreto n. 119 del 4 Aprile 2000 in applicazione della famosa legge Bassanini, la n. 265 del 3 agosto 1999, che ha fissato le nuove regole in materia di autonomia e di ordinamento degli enti locali. Il dato più forte resta sicuramente il numero di cittadini del comune in cui i sindaci svolgono la loro funzione, così come riportato dalla tabella che segue.

Se il sindaco è un lavoratore dipendente o un pensionato, l’importo riportato in tabella deve essere dimezzato, a meno che non richieda l’aspettativa per tutta la durata del mandato. Altre variabili che incidono sulla quantificazione dell’indennità di carica sono:
1) Se la percentuale di entrate proprie del bilancio comunale risultanti dall’ultimo rendiconto è superiore alla media regionale, calcolato per fasce di numero di abitanti, scatta una maggiorazione del 3%.
2) Se la spesa corrente pro capite dell’ultimo bilancio approvato è superiore alla media regionale, calcolata sempre per fasce di popolazione, scatta un incremento del 2% sull’importo in tabella. E’ prevista la facoltà di introdurre ulteriori incrementi fino al 15% dell’importo fissato dalla legge previa assunzione di delibera motivata. Ma è possibile anche ridurre o addirittura rinunciare al compenso. Il decreto n. 119 del 4 aprile 2000 fissa anche il compenso dei vice sindaci e degli assessori. Ai consiglieri comunali invece si attribuiscono i cosiddetti gettoni di presenza, una sorta di indennità di presenza in aula. Ai vice sindaci e agli assessori è corrisposto un compenso mensile pari a una percentuale dello stipendio del sindaco, sempre in base al numero di cittadini del comune. Anche il gettone di presenza dei consiglieri comunali varia a seconda del numero di abitanti del comune in cui sono stati eletti.
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| Foto Bianchini Alta Media. |
Indennità dei vice sindaci
Ai vice sindaci di comuni con popolazione compresa tra 1.000 e 5.000 abitanti è corrisposta un’indennità mensile di funzione pari al 20% di quella prevista per i sindaci. A quelli con popolazione superiore alle 5.000 unità e fino a 10.000 è corrisposto uno stipendio mensile pari al 50%. Ai vice sindaci di cittadine con oltre 10.000 abitanti l’indennità è pari al 55%.
Indennità degli assessori
Agli assessori di comuni con popolazione superiore a 1.000 e fino a 5.000 abitanti è corrisposta un’indennità mensile pari al 15% di quella prevista per i sindaci. Agli assessori di comuni con popolazione superiore a 5.000 unità e fino a 50.000 è corrisposto un compenso pari al 45%. Anche per i vice sindaci e gli assessori l’indennità è dimezzata se sono lavoratori dipendenti o pensionati. Agli assessori provinciali e ai presidenti dei consigli provinciali è corrisposta un’indennità di funzione mensile pari al 65% di quella del presidente.
Unioni dei comuni, Comunità montane, circoscrizioni
Per le Unioni dei comuni e le Comunità montane si calcola l’indennità dei presidenti e degli assessori in base alla popolazione, nella misura prevista dalla tabella dei comuni. La presidente della nostra Comunità montana percepisce 3.460,26 euro lordi. Ai presidenti circoscrizionali va il 60% dello stipendio di un assessore dell’ente in cui è costituita la circoscrizione.
Gettoni di presenza per i consiglieri comunali
In sintesi, nei comuni fino a 1.000 abitanti un gettone vale 17,04 euro; da 1.001 a 10.000 abitanti, 18,80 euro a seduta; da 10.001 a 30.000 abitanti, 22,21; da 30.001 a 250.000 abitanti, 36,15 per ciascuna presenza in consiglio.
Gettoni di presenza per i consiglieri provinciali
La nostra provincia è situata nella fascia da 250.000 a 500.000 abitanti, per cui il gettone di presenza dei consiglieri è di 59,39 euro.
PARLA CARLO FORNILI, SINDACO DI CASINA
Per denaro? No di certo
Il volontariato è sicuramente una parte del lavoro
di amministratore. Giuste le critiche a chi
non si impegna e le richieste di trasparenza.
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| Carlo Fornili. |
Carlo Fornili, sindaco di Casina, ha commentato con noi i dati relativi ai compensi agli amministratori.
La democrazia costa, non prevedendo un compenso agli amministratori la si metterebbe in pericolo, in quanto potrebbero accedere alle cariche solo coloro che possono permetterselo per tempo e denaro. Come valuta le critiche di chi vede i politici solo come una sorta di parassiti interessati ai soldi e al potere?
“Credo che sia una critica da bar che vada un attimo ragionata. Intanto bisogna vedere se un amministratore lavora bene o no: è la prima cosa. C’è chi lo stipendio lo ruba e chi se lo guadagna. Se uno non si impegna, i soldi li ruba, come li ruba un postino che non porta la posta o un insegnante che non insegna. Se l’amministratore lavora in modo adeguato, credo sia giusto dargli un compenso col quale possa vivere. Per quanto riguarda i sindaci, in un comune come il nostro io prendo 2.169,12 euro lordi al mese, dai quali si toglie circa il 30% di imposizione. Il netto è circa 1.400-1.500 euro per 12 mensilità: l’equivalente di un buon stipendio da impiegato. Se poi uno fa anche un altro mestiere, com’èil mio caso, viene decurtato del 50%. Quindi io ho ridotto del 50% lo stipendio del mio lavoro e del 50% l’indennità di sindaco. Non si fa il sindaco sicuramente per denaro!”.
IL PARERE DI FERRARI
Volontari puri
Albert Ferrari, da due mesi assessore a sport, turismo e politiche giovanili del Comune di Casina, volentieri rende pubblico il suo stipendio:“Essendo libero professionista prendo circa 400 euro lordi. Ho un bar a Reggio, per il quale ho dovuto assumere una dipendente. Non si fa sicuramente per un discorso economico! Ero presidente dell’associazione sportiva di Paullo, che ho dovuto lasciare per il mio nuovo impegno. Mi è costato tantissimo lasciare la presidenza... Credo che gli assessori e i consiglieri, in comuni come il nostro, siano dei volontari puri, visto l’esiguo compenso che ricevono”.
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C’è una sostanziale differenza tra volontariato e impegno amministrativo, ma quante volte a un amministratore che abbia veramente a cuore il bene di tutti capita di fare volontariato?
“Io vengo da esperienze di volontariato, vengo dall’Azione cattolica,dalle parrocchie... Non avevo mai fatto politica attiva e il primo consiglio comunale che ho visto è stato quello in cui ho giurato da sindaco. In Comune non ero mai entrato e non sapevo assolutamente niente dell’apparato amministrativo. Prima ero amministratore volontario di un asilo e di una casa di riposo parrocchiali, seguivo gruppi di ragazzi, ero catechista e nel consiglio dell’Azione cattolica. Adesso, da sindaco, ho dovuto lasciare tutto, però lo spirito con cui penso di fare l’amministratore è sempre quello del volontario e le soddisfazioni sono le stesse. I sindaci che, come me, mantengono anche il lavoro, sono spesso impegnati pure il sabato e la domenica: il volontariato è sicuramente una parte del lavoro dell’amministratore, che non ha ferie e neppure domeniche. Ovviamente, viste le responsabilità oggettive, è giusto che un sindaco sia remunerato con uno stipendio ragionevole: non troppo alto per non invogliare a farlo per mestiere, e neanche troppo basso per permettere solo ai ricchi, o a chi ha tempo, di poterlo fare. Io, ad esempio, ho una famiglia di quattro figli ed è legittimo che alla fine del mese riesca a mantenerli. Se poi uno vuole il contatto con la gente... Io penso che l’amministratore debba farsi trovare, se la gente sa che sei uno di loro ha meno difficoltà a parlarti dei propri problemi. Se trova un distacco con l’amministratore, tutto si complica”.
Quanto ha influito il crescere in un ambiente di formazione cattolica nel suo atteggiamento di “vicinanza” alla gente?
“Al cento per cento: io mi sento amministratore a tempo parziale e determinato. Oggi sono qua,è un’esperienza bellissima, dura, ma bella. Certo, le parrocchie mi mancano molto... ma tornerò, l’ho detto a un prete che tornerò...”.
Allora non le interessa la carriera politica?
“Non so come andrà a finire: certo che si fa del bene anche qua, e ce n’è bisogno. Credo però che alla fine di ogni percorso uno debba tornare là da dove era partito”.
Al di là della moda di stipulare contratti con gli italiani, in effetti ogni amministratore, una volta eletto, si assume l’impegno di farsi carico di determinati diritti e doveri. Non crede che sia un diritto dei cittadini chiedere il massimo della trasparenza negli atti amministrativi, visto che sono loro che pagano gli amministratori?
“Assolutamente sì”.
Quindi un cittadino che chiede spiegazioni non deve essere visto come un rompiscatole...
“Assolutamente no. E’ giusto che il cittadino pretenda dall’amministratore di farsi trovare e di essere ascoltato. E sono giuste le critiche all’amministrazione che non si impegna. Io non ho cellulari personali... in municipio ci sono anche nei giorni in cui non dovrei ricevere”.
Non sono troppi 5.000 euro lordi per il presidente della nostra Provincia e 3.460 euro per quello della Comunità montana?
“Bisogna vedere le responsabilità:è giusto che la retribuzione sia adeguata. C’è anche il discorso della privacy che viene ridotta e che crea disagio”.
L’importanza della “popolazione legale”
La popolazione legale è aggiornata e revisionata nelle anagrafi
comunali, con effetti rilevanti - sia giuridici che amministrativi
- sugli enti locali; per ciò che riguarda ad esempio la composizione
dei consigli e delle giunte; l’obbligo o la facoltà di
prevedere negli enti un presidente del consiglio; la possibilità di nominare gli assessori anche al di fuori dei componenti del
consiglio; il sistema di elezione del sindaco e dei consiglieri
comunali; la possibilità, più o meno ampia, per gli amministratori
locali di assentarsi dai rispettivi posti di lavoro per partecipare
ai lavori del consiglio, delle giunte e degli altri organismi
formalmente istituiti e previsti dalla legge, dagli statuti e dai
regolamenti; oltre alla facoltà di nomina di un direttore generale.
La determinazione della popolazione legale è anche importante
per stabilire la misura dell’indennità di funzione e dei
gettoni di presenza spettanti agli amministratori locali prevista
dal decreto del Ministero dell’Interno n. 119 del 4 aprile 2000,
che può variare molto in relazione all’ampiezza demografica;
per l’assegnazione del segretario comunale, per la quale le
classi del segretario e del Comune variano in rapporto all’ampiezza
demografica (ma non solo) dell’ente; per il numero dei
consiglieri assegnati e il numero massimo di assessori che
possono essere nominati; per il divieto, o la possibilità, di
richiedere l’istituzione di nuovi comuni e province; e per
l’obbligo, o la facoltà, di istituire forme di decentramento (con
le circoscrizioni).
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