| AL VIA LA NUOVA COMUNITA’ MONTANA
La 63, la città diffusa e Leana
Priorità per la statale, dice il
neo-presidente Pignedoli. Bolognesi: “Scelte politiche
e spese
aumentate”. Gentili: “Attenzione per i giovani”.
Promesso più coinvolgimento per i sindaci.
di Giuseppe Delfini
“Non amo le logiche di piagnisteo
e voglio rivendicare l’orgoglio
della nostra montagna”.
Conclude così Leana Pignedoli la serata che l’ha vista incoronata
presidente della Comunità montana.
Di nuovo una donna, dopo l’indimenticata Maria
Rosa Romei, a capo dell’ente
comunitario, eletta con 23 voti a
favore, 9 contrari e 3 astenuti
(Pietro Gentili, Paolo Orsini ed Erica
Bondi che non ha
spiegato il perché). E Leana va.
 |
GIUNTA Da sinistra: Ugo
Caccialupi, Clementina
Santi,
Afro Rinaldi, Leana Pignedoli, Felicino
Magnani e Luciano Correggi. |
IL PROGRAMMA
La giunta passa da quattro a
cinque assessori, ma in futuro si
amplierà ulteriormente. “Verrà chiamata
- afferma la Pignedoli - ad esprimersi con frequenza e
regolarità la Conferenza dei sindaci
sulle più importanti questioni
di carattere strategico e programmatico”.
Commissioni e
progetti tematici dovranno favorire
la partecipazione di tutti gli
amministratori montani, mentre“
nuove forme di comunicazione” dovranno
ottimizzare il dialogo col territorio. Il documento
programmatico inizia con la teoria
dell’Appennino come “una
grande città diffusa”, una “città policentrica con differenze di velocità e di sviluppo e l’esigenza
di costruire nuovi livelli di equilibrio
tra i territori”.
Parco nazionale, zona matildica,
patrimonio storico (e qui troviamo
il “parco museo diffuso” e la
necessità di una “visione allargata
di ogni intervento culturale”),
la scuola, lo sport... Gli accenni
si susseguono. Parmigiano Reggiano
e dintorni: “Le produzioni
agroalimentari che interessano
la montagna devono ‘fare sistema’,
con l’obiettivo ultimo di‘
vendere’ territorio e prodotti insieme”.“
Gestione associata della
promozione turistica:
si ritiene che questa
sia la strada giusta”.
La Pignedoli parla
poi di progetti e
sostegni alle imprese
e dell’idea della “banca
come partnership”.
Per quanto riguarda
poi il tema “mobilità e
tutela del territorio”,
dopo aver proclamato
la statale 63 come“
asse viario prioritario
per la montagna”,
il presidente dichiara
che “occorre migliorare
i collegamenti
lungo gli assi di fondovalle
(Secchia,
Enza, Tresinaro), per
rendere più agevoli i
collegamenti con la pedemontana
e con i distretti
industriali”. Nuova attenzione
sulle infrastrutture idroelettriche
ed eoliche, energie sul pianeta
sanità e sul “protocollo d’intesa
per la tutela e la valorizzazione
della valle del Tresinaro”.
GLI INTERVENTI
Marino Friggeri (opposizione
a Busana): “E’ peggiorata la qualità del
programma, mancano scelte chiare e strategiche per lo
sviluppo, il tessuto generazionaleè
saltato. La statale 63 va
sistemata perché rappresenta il
presente, ma se vogliamo dare
un futuro alla montagna dobbiamo
pensare alle fondovalli. E
una cosa non esclude l’altra”.
Ilio Franchi, sindaco di Ligonchio:“
Si sono voluti impostare
in termini politici e non tecnici
anche i rapporti all’interno dell’Unione
dei Comuni del Crinale.
La scelta di dare un assessorato
alla minoranza di Ligonchioè una punizione
nei nostri confronti”.
Fernando Cavandoli (opposizione a Canossa): “Per
quanto riguarda la viabilità non
ho trovato nel programma nulla
di impegnativo, e nemmeno il
benché minimo accenno ai nostri
valori e alle tradizioni cristiane”.
Paolo Bolognesi (opposizione
a Vetto): “La relazione
presentata è poco istituzionale e
molto politica. L’allargamento
ulteriore della giunta comporterà poi
un non indifferente maggior peso economico. In quanto
al programma, mi aspettavo di
vedere proposte e interventi concreti,
e non solo idee generali”.
Pietro Gentili (opposizione a
Casina): “Richiamo più attenzione,
dal punto di vista propositivo,
verso i giovani. Non voterò a
favore perché in merito alla giunta
non abbiamo avuto quella voce
in capitolo che avremmo potuto
avere”.
Carlo Fornili (sindaco di Casina):“
Il problema sinora era come
spendere i soldi, ora è quello di
trovarli attraverso progetti portati
avanti in modo associato. I
nostri valori stanno nelle risposte
che diamo ai problemi”. Paolo
Bargiacchi (sindaco di Baiso,
presidente uscente dell’Ente):“
Non voglio fare un intervento
euforico o brioso, ma non
manco però in serenità e intima
soddisfazione nella consapevolezza
di aver accresciuto e consolidato
il ruolo e la presenza
della Comunità montana nella
risoluzione dei problemi del territorio”.
Francesco Zambonini (maggioranza, Ramiseto):“
Sono deluso degli interventi
dell’opposizione: tante critiche
ma nessuna proposta. La presentazione
di un programma non
era compito solo della maggioranza,
nessuno impediva di presentare qualcosa di alternativo,
ma questo non è stato fatto”.
Davide Dazzi (sindaco di Ramiseto):“
C’è il nostro impegno
sulle fondovalli, ma non scordiamo
il problema dei finanziamenti”.
Paolo Orsini (opposizione
a Carpineti): “Avrei messo più attenzione
sui temi dei giovani e delle attività produttive. E’ prematuro
dare giudizi ora, mi riservo
di darli in fase di attuazione
del programma”. Alessandro
Govi (sindaco di Busana): “La
vera sfida è attivare politiche
nuove e innovative, e questo nel
documento presentato lo trovo.
Uno schiaffo a Ligonchio? Tuttoè
stato fatto nel pieno rispetto
dello statuto dell’Unione”.
Conclude la Pignedoli: “Non
guardiamo nel programma la riga
che non c’è: ne mancano tante
di righe. Ragioniamo sulle cose e
sull’idea di montagna che dobbiamo
avere”. Quindi, il voto. E
Leana va.
SONO SEI I NUOVI ASSESSORI
Nobili (per ora) è “in panchina”
Sono sei, intanto, i membri della nuova giunta:
Leana Pignedoli, Ds, ex sindaco di Castelnovo,
presidente (deleghe a sviluppo socio-economico,
salute, sport, promozione del territorio, formazione
e scuola); Felicino Magnani, sindaco di
Villa, Margherita, vice presidente (bilancio e
patrimonio, sistema territoriale e infrastrutture,
forestazione, difesa del suolo); Ugo Caccialupi,
socialista, sindaco di Collagna (servizi sociali,
volontariato, protezione civile); Luciano Correggi,
Ds, ex sindaco di Busana (sistema ambientale,
mobilità, innovazione sistema amministrativo
e imprenditoriale, associazionismo economico
e cooperazione); Clementina Santi, Margherita,
ex assessore a Castelnovo (cultura,
valorizzazione del paesaggio); Afro Rinaldi, Ds,
vice sindaco di Casina (sistema agroalimentare).
 |
La segretaria Maurizia
Giorgini e il
consigliere anziano Giuseppe Moncignoli. |
A breve, potrebbero entrare come assessori
un esponente dei Comunisti italiani, uno di
Rifondazione comunista (in alternativa a uno di
essi, un Verde) e l’ex sindaco di Vetto Athos
Nobili, il cui scalpitio per ottenere tale incaricoè mal
digerito persino da qualche collega di maggioranza nella
stessa Comunità montana.
Look mon amour
Foulard giallo al collo lei, cravatta altrettanto
gialla lui. Pare si siano messi d’accordo per fare
pendant anche nel look, Leana Pignedoli e
Felicino Magnani, tandem d’attacco della Comunità montana.
Ma non erano i soli eleganti nel gruppo dei consiglieri
radunatisi per votare gli
organi direttivi. Paolo Orsini, Carlo Fornili, Marino
Friggeri, Fernando Cavandoli, Davide Dazzi
e Giuseppe Moncignoli erano tutti in cravatta
vestiti. Tipico abbigliamento casual invece per
Gian Luca Marconi, sindaco di Castelnovo.
Chiamala se vuoi emozione
Sbadataggine, casualità o (può capitare anche
ai più navigati, no?) emozione. Sta di fatto che
Paolo Bargiacchi, che dopo undici anni da presidente
si accingeva a prendere la parola come
semplice consigliere, ha maldestramente rovesciato
sul banco e sui fogli di appunti un bel
bicchiere d’acqua. Fazzolettini alla mano ha
tentato, tra il sorpreso e il divertito, di asciugare
il tutto alla bell’e meglio. La stessa “inondazione” era
stata provocata, nove anni fa, da Alessandro Govi, in occasione
della nomina ad assessore
del primo regno di Felicino Magnani.
Stavolta, Govi è passato dall’acqua al fuoco...
che mancava. Infatti, ha scordato l’accendino,
trovandosi costretto a chiedere aiuto, per poter
fumare, prima a Bargiacchi e poi a Luca Cagnoli.
 |
| Una zoomata sui
banchi consiliari. |
Auguro auguri
Tra chi accusava la giunta di aver presentato“
cose fumogene” (Cavandoli), chi rinfacciava a
Friggeri un certo “pessimismo cosmico” (Govi)
e quelli, tanti, che facevano trillare il telefonino
(come miglior suoneria segnaliamo quella di
Fabio Bezzi, presente tra il pubblico), la serataè filata
via abbastanza tranquilla. Sorrisi alla fine quando Giuseppe
Moncignoli, consigliere anziano,
ha nominato tra gli eletti non Felicino ma“
Feliciano” Magnani, e “Alfio” anziché Afro
Rinaldi.
C’è stato anche chi (Alfredo Gennari) gli
auguri alla nuova giunta non li ha formulati, ma
rafforzativamente li ha augurati. Concordiamo.
Buon lavoro a tutti. |
|