| UN NEONATO
A CASELLO VECCHIO DI RONCAGLIO
Josuè, 33 anni dopo
E’ il secondo bimbo di questa frazione
negli ultimi
48 anni. Un borgo un po’ fuori mano ma... “Basta
organizzarsi, e aiutarsi tra vicini”, dicono i genitori.
di Giuseppe Delfini
E’ il primo bimbo che nasce a Casello Vecchio dopo
33 anni, il secondo negli ultimi 48. Si chiama
Josué Giuliani ed è la gioia di
papà Mirko e mamma Alessandra. Ha visto la luce in un pomeriggio di inizio
maggio e, alla nascita, pesava 3.630 grammi. Questi giovani, di origini genovesi,
vivono a Casello Vecchio (dove un tempo abitavano solo famiglie che di nome facevano
Caselli) dal 2000. Il borgo sede del lieto evento fa parte del regno di Roncaglio,
sulle colline canossane. Nonostante sia solamente a una quindicina di minuti
di macchina dal capoluogo, è immerso nel verde, nel silenzio e
nella natura. “Prima - racconta Mirko Giuliani - abbiamo abitato in alcuni
appartamenti di proprietà della ditta per la quale lavoro, sempre in zona,
ma abbiamo sempre puntato, come nostra abitazione, alla montagna, o almeno alla
collina.
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L’EVENTO
Il piccolo
Josuè
Giuliani con la mamma
Alessandra e il papà Mirko. |
Non
riuscirei più a vivere in città, e
nemmeno in luoghi come Montecchio”. “ Siamo molto contenti di essere
qua - afferma la neomamma Alessandra -. Esiste qualche
difficoltà, soprattutto per gli spostamenti, vista la mancanza di mezzi
pubblici, ma questo è l’unico problema. Per il resto, è solo
questione di organizzazione, come per la spesa. Si impara
così a darsi una mano a vicenda tra vicini di casa. Da questo punto di
vista - prosegue Alessandra
- siamo stati fortunati, perché i nostri vicini sono persone squisite,
che non si tirano mai indietro per qualunque cosa di cui noi abbiamo bisogno.
E anche noi ci
comportiamo così nei loro confronti”. Hanno protestato i vostri
genitori
nel sapervi in un centro “fuori
mano” e per di più alle prese col
primo figlio? I due giovani sorridono: “ All’inizio erano preoccupati
e dicevano: ‘Poverini, chissà come farete così fuori dal
mondo!’”. Da dove giunge la
scelta del nome Josué? Risponde
la mamma: “E’ arrivato così,
come un’illuminazione. Quando
mi è venuto in mente non sapevo ancora se avrei partorito un bimbo o una
bimba”. Salutiamo Mirko e Alessandra lasciandoli alle prese col cambio
del pannolino. Una scena, questa, non troppo frequente da queste parti, come
detto
all’inizio, nell’ultimo mezzo secolo. Gli ultimi nati a Casello Vecchio
sono stati Donatella e Marinella Caselli, ma correvano gli anni 1956 per la prima
e 1971 per la seconda. Ora la storia di questa terra ci regala una nuova pagina.
Bellissima. Come il viso di un bimbo appena
nato. Auguri Josué, che la
vita ti sorrida.
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TRA STORIA E CURIOSITA’
Tutti Caselli a Casello Vecchio
“Un tempo vi abitavano in più di
trenta, e non tutti, nonostante
il cognome, erano parenti”, racconta Maria. Roncaglio
aumenta. Erano tutti Caselli
a Casello Vecchio. Magari non erano parenti
tra loro, ma la targa sulla porta di casa indicante
il nome della
famiglia era la stessa per tutti: Caselli. Viaggia
così la storia di
questo borgo a un soffio da Roncaglio, sui binari del
ricordo e
dell’originalità. “Io vi sono nata
il 16 maggio del 1921 -
racconta Maria Caselli (foto), ora residente a Ciano
col figlio
Giuseppe Carletti, la nuora Ondina e il nipote Andrea
-.
Eravamo cinque fratelli, due donne e tre uomini: Adrasto,
Afro,
Nello, Irma e io. I miei genitori si chiamavano Virginio
e
Domenica Salavolti, e con noi c’era anche il
nonno Domenico
con la moglie Maria Zanni e lo zio
Aurelio. Vi era poi anche lo zio
Aldo (Caselli, ovviamente) e sua
moglie Maria Carletti coi loro figli
Elio, Anselmo e Tienno”.
Ha sempre abitato a Casello Vecchio?“
No. Sono andata via nel‘
46, quando mi sono sposata con
Bruno Carletti. Siamo andati ad
abitare poco distante, a Verlano,
altro borgo di Roncaglio. Siamo
poi tornati a Casello Vecchio nel
1960, quando è morto papà”. Chi
ci abitava, oltre a voi? “C’era il
ceppo di Giovanni Caselli, coi
genitori Francesco e Maria, e i
figli Claudio, Nice, Emma, Iride e
Giustina. Nella casa attaccata alla
loro stavano Argisto Caselli, la
moglie Natalizia Pappani e i loro
numerosi figli: Ettore, Giuseppina,
Riccardo, Renzo, Zaira, Quinto
e Mario. Giovanni e Argisto non
erano parenti tra loro, e neppure
con gli altri Caselli”. Qual era il
mestiere di queste famiglie? “Tutti
lavoravano la terra. C’erano poi le
stalle e le bestie da accudire. Si
faceva un poco di tutto. Nonno
Domenico, per esempio, aggiustava le pentole e faceva
pure
il falegname. Anche noi, una volta tornati a Casello
Vecchio,
abbiamo mandato avanti una piccola stalla. I terreni
coltivabili
arrivavano fino al mulino di Currada. Con gli anni,
poco alla volta,
quasi tutti se ne sono andati. Un tempo a Casello Vecchio
vivevano oltre trenta persone, adesso solamente una
decina, la
maggior parte delle quali provenienti da fuori comune”.“
Quanta gente c’era una volta a Roncaglio - eslama
Giuseppe,
figlio di Maria -. Pensate che io ho frequentato le
elementari a
Verlano, e prima ancora si andava a scuola a Barco
di Roncaglio”.
Qualche dato demografico può aiutare a capire
la storia
di questa zona (analoga, del resto, a tante altre della
nostra
montagna). Nel 1788 Roncaglio coi suoi borghi circostanti
vantava la bellezza di 435 abitanti, saliti a 850 nel
1911 ma
scesi a 122 nel 1991. Ora il grafico si è rimesso
a puntare
decisamente verso l’alto, salendo e toccando
quota 204
abitanti (molti di più durante i week end, le
vacanze e le feste).
E speriamo che non si fermi. |
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