|
detto
fra noi
di Giuseppe Delfini
Toto-chi, toto-cosa
1. Quest’anno il toto-sindaco ha appassionato meno
che in passato. Forse, la gente si è nauseata delle
baruffe chiozzotte inscenate da troppo tempo dai nostri governanti
nazionali, e riversa questo stato d’animo su tutto ciò
che sa di battaglia per il potere, anche locale. Oppure, probabilmente,
il pieno di sopportazione lo si è raggiunto con l’estenuante
contrattazione di Ulivo e Casa delle libertà per il
candidato a primo cittadino di Reggio e a presidente della
Provincia. C’è anche il caso che ai cittadini-elettori
interessino, più che la faccia e la tessera degli amministratori,
le cose da fare e come le si vuole fare. Proprio quello di
cui sinora non s’è parlato, o s’è
parlato troppo poco. In ogni caso, a breve usciranno le liste
e conosceremo le possibilità di voto (o di non voto,
perché, se fatta con convinzione e non per menefreghismo,
anche l’astensione ha una sua dignità). Intanto,
una nota positiva la dobbiamo registrare: salvo colpi di scena,
in tutti i Comuni (cosa che non era accaduta cinque anni fa)
dovrebbero presentarsi ai nastri di partenza almeno due liste,
dando fiato alle trombe del dibattito e della partecipazione.
2. Lo vogliamo dire prima di conoscere i nomi dei candidati:
oltre alle corse comunali, sarà interessante vedere
come si svilupperà il dibattito intorno alla futura
Comunità montana. E’ lì che tutti gli
amministratori siedono e lavorano (quando non disertano...)
fianco a fianco, che si decidono le iniziative comunitarie,
che si vede il gioco di squadra o la corsa ad accaparrarsi
la fetta di torta più grossa. E’ lì che
si vedono le sensibilità comuni, e come le forze politiche
esprimono queste sensibilità. Fin dalle candidature.
Ogni zona ha i propri specifici problemi, e tutti vanno risolti
(con un occhio al “generale”). Ogni realtà
ha le proprie esigenze, e tutte hanno dignità. Il bello
viene, di solito, quando si vanno a stilare le graduatorie
delle priorità. Vogliamo, in questo contesto, ribadire
che la vera emergenza politica (in senso ampio) di questi
tempi è il Crinale. E’ qui che si vedono le strategie
e le tattiche comuni. Fin dalle candidature. E, su questo
argomento, i primi “rumori” si iniziano già
a sentire.
3. Qualche flash per chi si propone per governare. Problema
idrico e siccità: siamo al punto dell’anno scorso.
Fuori idee e proposte. Si era parlato di mini-invasi da realizzare:
dove, come, quando? Che progetti ci sono per promuovere davvero
il territorio? Turismo, agricoltura e commercio: dalle nostre
pagine i responsabili di categoria offrono spunti interessanti.
Cosa si risponde a loro? Cosa si farà per favorire
la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e alle
decisioni che li riguardano, prima che vengano prese? Spesso
e volentieri vediamo che i gruppi di potere diventano sempre
più autoreferenziali e sempre meno al servizio di chi
li ha eletti: continueremo su questa strada? Vi saranno sgravi
fiscali e aiuti per il piccolo commercio e per chi edifica
e ristruttura? Parco nazionale: destra e sinistra non trovano
un accordo (strano, vero?). Viene in mente quella battuta
secondo la quale due rette parallele si incontrano all’infinito,
quando non gliene frega più niente a nessuno. Il fatto
è che ai montanari il Parco interessa. Prima di arrivare
all’infinito. Di fronte all’odierno ridicolo stato
delle cose, gli amministratori che progetto montanaro presentano?
P.S.: qualche settimana fa nei cinema di Castelnovo
e Felina hanno proiettato contemporaneamente lo stesso film.
Ma il “Bismantova” non doveva servire a differenziare
le proposte culturali?
g.delfini@tuttomontagna.it
|