|
CASA GIOVANELLI STORY/CLAMOROSO
Tolta la striscia contestata
Dopo la denuncia di An, l’ex Catasto stralcia
i famosi 66 mq che furono inglobati erroneamente nel terreno di
pertinenza della palazzina. I rilievi di Herman e la raffica di
querele, ora la retromarcia dell’Agenzia del territorio.
Ma ancora non si sa di chi sia quella striscia che si vedeva ad
occhio...
 |
| Edificio e area al centro della vicenda. |
La “striscia” della discordia, oggetto di tante discussioni
(per il paese, sui giornali e nei tribunali) si rimaterializza
e torna a far parlare di sé. Si tratta di una nuova puntata
della vicenda di casa-Giovanelli. L’Agenzia del territorio
di Reggio Emilia (l’ex Catasto), con un ufficiale e clamoroso
dietro-front, ha tolto (tecnicamente: stralciato) dal lotto di
terreno di via Roma a Castelnovo, sul quale i fratelli Danilo e
Fausto Giovanelli hanno edificato un edificio (ora sede di una
banca), una fetta di terreno. Si tratta del famoso spicchio di
66 mq che, in seguito a un atto del Catasto stesso datato 1996
ed espressamente richiesto dai Giovanelli, era stato (frettolosamente?)
accorpato all’area edificabile originariamente di proprietà dei
due fratelli (che storicamente, come anche il Catasto ha accertato, è sempre
stata di 665 mq). Il Catasto allora, grazie anche a un documento
del sindaco che dichiarava di non aver mai “preso possesso” della
striscia in questione, affermava che lo stato di fatto di quel
terreno era diverso rispetto alla mappa, e lo aumentava così di
quei 66 mq. Ora la verifica del medesimo “stato di fatto” porta
il Catasto stesso a togliere da quel lotto quella fetta di terreno.
In sostanza, l’Agenzia del territorio afferma che quella
striscia è “altro” rispetto al suddetto lotto,
che cioè l’appezzamento in oggetto è ora composto
di due parti distinte e divise: quella originaria di 665 mq e quella
di 66 mq poi aggiunta. Di chi sia la seconda, il Catasto non lo
può per sua natura affermare, ma può “attestare
lo stato di fatto dei luoghi”, ridando vita e diritti a quei
66 metri quadrati, tanto modesti quantitativamente quanto importanti
(per la diatriba creatasi e per le distanze e misure coinvolte).
La verifica di tale situazione, con il relativo ripristino della
mappa originaria, era stata richiesta qualche mese fa da Alleanza
nazionale.


|
| La planimetria catastale del
1996 (sopra) e quella successiva all’inglobamento.
Il lotto Giovanelli da n. 85 passa a n. 765. |
E’ IL 1997… ... quando l’ingegner
Giuseppe Herman, su richiesta di alcuni castelnovesi, stila una
relazione tecnica sulla consistenza e perimetrazione dell’appezzamento
su cui insiste il fabbricato in oggetto. Ripercorrendo le tappe
di questo cammino, Herman giunge alla conclusione (contestata dai
proprietari) che quella striscia, che i Giovanelli fanno passare
come parte integrante e costitutiva del proprio lotto, in realtà è “estranea” a
esso, e che è stata erroneamente inglobata. Per tale atto,
anche se con qualche anno di ritardo, i Giovanelli citano per danni
Herman e un altro tecnico. La vicenda finisce sui giornali e in
consiglio comunale. Secondo qualche autorità, si vedeva
ad occhio che andava tutto bene. Ma a qualcuno non basta, e riporta
in consiglio comunale la faccenda. E’ Isola Nives Giannini,
consigliere di An, che presenta quindi la domanda di verifica dello
stato di quel lotto. Domanda che finisce anche a Roma, al Ministero
competente. E dopo qualche tempo, durante il quale si sono registrati
anche notevoli movimenti e spostamenti all’interno del Catasto
stesso, arriva la...

|
| Il mappale oggi, dopo la variazione
apportata dall’ex Catasto che ha creato la particella
780 proprio con la famosa striscia. |
... RISPOSTA Si legge nell’introduzione
al documento: “A seguito di sopralluogo e conseguente relazione
tecnica, l’ufficio ha ritenuto di provvedere alla creazione
di due particelle relative al terreno oggetto di contestazione”.
Il Catasto, riferendosi al documento dei propri incaricati che
nel 1996 sanciva lo “stato di fatto” di quell’area
(assegnando al lotto la striscia aggiuntiva di 66 mq), afferma
che “l’ufficio ha ben operato nell’inserire in
mappa lo stato di fatto riscontrato”, però, si aggiunge
in neretto, “detta variazione doveva essere eseguita con
l’apposizione di una annotazione di riserva: ‘la variazione
viene eseguita ai soli fini della conservazione del catasto e senza
pregiudizio di qualunque ragione o diritto’... Inoltre, effettuata
la variazione, si sarebbe dovuto notificare tale atto alle parti
interessate (ditta F. lli Giovanelli, Comune di Castelnovo Monti
e Anas, in quanto non si è in grado di stabilire se la strada è di
competenza comunale o statale)”. Quel pezzo quindi, era di
una strada (se le parole hanno un senso). Riassumendo: secondo
il Catasto lo stato di fatto del luogo registrava sì quella
striscia (era stata fatta diventare parte integrante del lotto),
ma bisognava affermare con “annotazione di riserva” che
lo stato di diritto (a chi appartiene quella striscia?) era da
verificare. Insomma: per il Catasto non basta dire che si vede
ad occhio che va tutto bene. Qualche perplessità, leggendo
la relazione tecnica catastale, sorge. Esempio: se il Catasto dichiara
che nel ‘96 esso stesso aveva “ben operato”,
perchè nel 2004 fa marcia indietro e rettifica? E ancora:
l’ufficio afferma che la linea “dividente di proprietà” del
lotto non si sovrappone ad alcun manufatto pubblico (strada o marciapiede
che sia). In un estratto di mappa presentato dai proprietari nel
2001, però, una fetta del lotto viene indicata con la scritta “ora
strada”. Qualcosa da chiarire. E su cui discutere ancora.
Così come si discuterà ancora della controquerela
di Herman nei confronti di Giovanelli, delle citazioni per danni
del senatore nei confronti di Tuttomontagna per aver dato notizia
e foto di un episodio (il cartellone appeso sulla casa di via Roma
la notte di Ferragosto del 2002) pubblicizzato per primo dal senatore
stesso, del cammino politico che, presumibilmente, annovererà ancora
altri passi e di tanti altri rivoli riguardanti il fiume di “casa
Giovanelli story” che, piaccia o no, è diventata un
fatto pubblico (e non certo per colpa dei giornalisti) e, come
tale, fa notizia. E nell’attesa di vedere chi reclamerà la
proprietà della striscia, vi rimandiamo alla prossima puntata. |