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BILANCIO DEMOGRAFICO DEL 2003
L’aquila fa la cicogna
Cresce la popolazione in tutti i comuni tranne
Villa. Compreso Ligonchio, che si riavvicina a quota mille. A Castelnovo,
Viano, Casina e Toano i balzi più sensibili. Maschi e femmine
praticamente pari. In tutto siamo 44.332.
di Luigia Guaita
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VAL D’OZOLA
Ligonchio rimane
il comune meno popolato, ma per il secondo anno consecutivo
fa registrare 7 nascite. |
L’Appennino reggiano gode ottima salute. Il “bollettino
medico” viene emesso dalla consueta analisi di Tuttomontagna dei
dati del movimento demografico nel 2003 nei tredici comuni montani.
E’ necessario però puntualizzare che le cifre
del totale della popolazione sono ufficiose, in quanto gli uffici
anagrafe dei Comuni, che gentilmente ci hanno fornito quanto andiamo
a pubblicare, sono ancora in attesa di ricevere i dati ufficiali
elaborati dall’Istat, “impantanata” nei numeri
dell’ultimo censimento generale della popolazione. Si tratta
comunque di numeri che non dovrebbero discostarsi molto da quelli
ufficiali, mentre sono invece definitivi quelli riguardanti nati
e morti.
Come già premesso, quindi, è in crescita
il numero dei montanari, che con 44.332 unità al 31 dicembre
scorso registra un eccellente +691 rispetto a dodici mesi prima.
Erano anni che non si assisteva a una crescita di queste proporzioni,
e anche se ciò è dovuto perlopiù all’insediamento
di nuovi nuclei familiari e di singoli provenienti da Paesi stranieri,
negli ultimi due anni si era notata una crescita sensibile ma certamente
inferiore (+196 nel 2001 e +193 nel 2002). E’ bene puntualizzare,
poi, che bisogna fare un salto indietro lungo parecchi lustri e
andare agli anni Settanta per trovare più di 44mila montanari,
prima che un massiccio spopolamento facesse scendere sensibilmente
il numero della popolazione in Appennino. Uno dei “minimi” toccati,
spulciando tra le statistiche di questi anni, è quello del
1998, che con 43.274 residenti risultò esssere l’anno
più “nero”, l’ultimo prima dell’inizio
di un’inversione di tendenza e una costante ripresa.
Dividendo
i 44.332 montanari per sesso, poi, notiamo che i maschi hanno riacquistato
parecchi punti sulle femmine, riducendo addirittura al minimo di
4 unità il divario con esse.
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Fonte: Uffici anagrafici dei
Comuni
Elaborazione: Tuttomontagna |
TREDICI MENO UNO
Quasi tutti
i comuni montani hanno avuto un incremento - più o meno
sensibile - della popolazione. Solo Villa Minozzo non è riuscito
a tenere in attivo il proprio saldo, perdendo ben 37 abitanti.
Tra chi ha terminato l’anno in attivo, invece, Castelnovo
Monti si accaparra più dei due terzi dell’incremento
totale, e con +283 balza a 10.414 abitanti. Subito dietro troviamo
i 104 di Viano e i 96 di Casina. Davvero minimo, ma pur sempre
meglio di niente, il +2 di Collagna, il +5 di Baiso e il +7 di
Ramiseto. Resta saldamente legato al suo primato Viano, che da
quattro anni detiene quello della crescita percentuale della popolazione
(calcolata sui residenti al 31 dicembre 2002): +104 e una percentuale
di +3,33% (negli ultimi cinque anni è sempre aumentato,
passando da 2.881 a 3.227 abitanti). Seguono Castelnovo Monti (+
283 e 2,79%), Casina (+96 e 2,21%) e Canossa (+ 71 e 2,08%). Seppur
di poco, si inverte leggermente la tendenza negativa dei comuni
dell’alto Crinale, alcuni dei quali si scrollano di dosso,
finalmente, il segno meno, e pur con piccole cifre lasciano ad
altri la parte bassa della classifica. In fondo alla graduatoria,
quindi, con -37, c’è Villa Minozzo (-0,90%), seguito
da Baiso (+5 e +0,15%) e Collagna (+2 e + 0,19%). Tira un’aria
nuova a Ligonchio, che da -1,89% dell’anno prima passa a
un più gratificante +1,01%. E chissà che una volta
cavalcata l’onda positiva, l’anno prossimo non ci faccia
la sorpresa di superare nuovamente quota mille...
NELLA CULLA
Andando
a scorrere la colonna delle nascite, notiamo che il numero totale è di
355 nuovi arrivi, e pur con soli 5 nati in più determina
una crescita rispetto al 2002 e all’anno precedente (317),
ma eguaglia quello del 2000. Costretta agli straordinari la cicogna
di Castelnovo Monti, che ha depositato nella capitale della montagna
ben 93 pargoli, più di un quarto del totale. Come lo scorso
anno, sul secondo gradino del podio si assesta Toano (49); segue
la “new entry” Canossa (35), e nuovamente Casina e
Viano (33). Purtroppo, anche in fondo alla fila troviamo gli stessi
nomi: Busana e Ramiseto con 5 baby ciascuno (nei due anni precedenti
ne avevano quasi il doppio), mentre concedono il bis Collagna con
6 e Ligonchio con 7. Gli stessi comuni maglia nera Busana e Ramiseto
sono anche quelli che perdono la gara dei comuni più prolifici,
dalla cui classifica emerge che in entrambi sono nati solo 0,36
bambini ogni cento abitanti. Dietro questi ci sono Villa Minozzo
(0,53), Vetto (0,58) e Collagna (0,59). Le più “occupate” sono
le coppie di Toano (1,12), Viano (1,05), Canossa (1,02) e Castelnovo
Monti (0,91). Dopo due anni di inferiorità numerica, si
riappropriano della vetta della classifica le nuove arrivate femmine,
che con 188 unità superano i 167 maschietti. Lo stesso gentil
sesso è in nettissima maggioranza a Castelnovo Monti (56
e 37), a Casina (21 e 12), Ramiseto (4 e 1) e Villa Minozzo (13
e 9). Situazione inversa a Baiso (16 e 10), Busana (4 e 1) e Vetto
(9 e 3).
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LA NIPOTINA DI MAURO
Appena venuta alla luce, ancor prima di ambientarsi nella sua linda culla, è finita
sulle colonne del Carlino. Protagonista di questa storia è Anna,
tre chili scarsi di peso e una testolina di capelli scuri, nata lo scorso
7 gennaio all’ospedale “Magati” di Scandiano. Anna è la
primogenita di Alberto Chiossi ed Elena Pighini (con lei nella foto), la
figlia del nostro indimenticabile direttore Mauro, e si è guadagnata
un po’ di celebrità perché lei, che ha emesso il primo
vagito alle ore 21.15, ha dato il via a un’incredibile serie di nascite
concentrate in pochissime ore: ben sette pargoli, addirittura con due parti
gemellari, in una sola nottata! Ad Anna e alla sua famiglia gli auguri
e le felicitazioni di tutta la redazione, e chissà che in futuro
quelle pagine di carta che l’hanno fatta conoscere a tanti non rappresentino
qualcosa di importante, com’è stato per il nonno che ora la
guarda da lassù. |
IL “RECORD” DI RAMISETO
Cambiamo colonna e
passiamo a quella più funesta dei passati a miglior vita,
le cui cifre ne mostrano un netto aumento nel 2003 rispetto a dodici
mesi prima: ben 47 in più. Tutto sommato, però, un
po’ meno dei morti di due e tre anni fa, rispettivamente
607 e 604. L’aumento di morti ha interessato maggiormente
Vetto, che ha dato sepoltura a 21 abitanti in più dell’anno
precedente, Baiso (+15), Carpineti (+14) e Villa Minozzo (+7).
In meno, invece, i funerali a Castelnovo Monti (-11), Busana (-7)
e Canossa (-6). Dal rapporto tra popolazione e defunti risulta
maggiormente penalizzato, per il terzo anno consecutivo, Ramiseto,
che con 35 deceduti ha un rapporto percentuale di 2,54 ogni cento
abitanti. Seguono Collagna (17 e 1,69%), Carpineti (70 e 1,68%)
e Villa Minozzo (68 e 1,66%). Hanno dato meno lavoro ai necrofori
Viano (29 e 0,92%), Toano (48 e 1,10%) e Castelnovo Monti (115
e 1,13%). Sempre evidente, poi, la differenza tra morti divisi
per sesso: più i maschi (47) delle femmine. Uomini più deboli
a Castelnovo Monti (68maschi defunti e 47 femmine), Canossa (27
e 17), Baiso (27 e 18) e Collagna (11 e 6), mentre si sono invertite
le parti a Toano (20 e 28), Vetto (13 e 20) e Casina (25 e 30).
Sta diventano una piacevole abitudine poter segnalare in chiusura,
come ormai capita da un paio di anni a questa parte, che in qualche
comune le nascite hanno superato le perdite: è il caso di
Viano, con un bel +4 equamente diviso fra i sessi, e Toano, che
ce la fa di misura (alle 4 femmine in meno rispondono i 5 maschi
in più). Solo parziale, invece, lo spunto di Castelnovo
Monti (le donne hanno un saldo positivo di 9 unità).
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Alla nostra consueta
indagine aggiungiamo anche una tabella nella quale sono indicati
i numeri del movimento migratorio. Come quelli del saldo
della popolazione, pure questi sono da ritenersi ufficiosi,
ma non dovrebbero scostarsi molto da quelli definitivi. La
proponiamo per mostrare come sia intenso il flusso di "entrati" e "usciti" in
Appennino. Nella colonna degli immigrati, il numero delle
persone provenienti dall’estero è inferiore
a quello di chi (anche straniero) è arrivato da altri
comuni italiani. Per quel che riguarda gli emigrati, quasi
tutti si sono mossi entro i confini nazionali, e solo una
manciata di questi è uscita dal Paese. La differenza
tra i due movimenti è complessivamente di 751 immigrati
in più: davvero non poche persone. Sempre tra gli
immigrati si riscontra una minima differenza tra uomini e
donne, con queste ultime che in alcuni comuni sono in numero
superiore. Esse risultano poi in minoranza tra quelli che
escono.
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