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CASTELNOVO/CINQUE GENERAZIONI IN FESTA
Da Iride a Nausicaa 96 anni dopo
La piccola di casa Ciano è nata il 1° ottobre
scorso. Mamma Alexia sogna per lei un futuro creativo, papà Roberto
dei vicini rispettosi. Una fantastica culla di legno.
di Giovanna Caroli
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PRINCIPESSA La piccola Nausicaa
con i genitori Alexia Silvetti e Roberto Ciano. |
Il 1° ottobre scorso è nata a Castelnovo
Nausicaa Ciano. Il nome rimanda all’epica, a una di quelle
immagini femminili della letteratura che, come Beatrice, come Natascia,
quando si sono incontrate una volta non si dimenticano più;
ma le radici affondano nella solidità e nella concretezza
della nostra terra. Lunghe radici. Sono infatti ben cinque le generazioni
che si raccolgono attorno alla bella culla in legno, fatta a mano
dal nonno Gianni Silvetti, con al centro il simbolo della rosa
celtica e arricchita dai ricami di nonna Gabriella Damini, maestra
di chiacchierino e molto altro, come per diversi anni hanno avuto
modo di constatare gli allievi della scuola media e ora i corsisti
del Centro “Insieme”. Accanto a Nausicaa Ciano - 3
chili alla nascita, in poche settimane raddoppiati - ai genitori
Alexia Silvetti e Roberto Ciano, alla nonna paterna Giuliana Braglia,
abbiamo infatti i bisnonni Renata Giglioli e Renzo Braglia e la
trisavola Iride Ugoletti, classe 1907. E’ una bimba buonissima,
Nausicaa; passano in un attimo tutti i colori del mondo nel suo
sguardo attento che si posa indagatore sui volti e sulle cose.
| TRISNONNA Iride
Ugoletti nel giorno del 96° compleanno. |
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A
volere un nome particolare per un “progetto” particolarissimo è stata
la mamma Alexia Silvetti, architetto. Laureatasi al Politecnico
di Milano dopo il diploma di geometra conseguito al “Cattaneo” di
Castelnovo e fatta pratica in uno studio di ingegneria del capoluogo
montano, ha sviluppato con l’arch. Varini di Reggio alcune
collaborazioni importanti come l’ampliamento del polo scolastico
di via Makallè, con studio e uso dei materiali e delle tecniche
più moderne. Ora si occupa di architettura di esterni per
l’edilizia pubblica e privata, come libera professionista.
Il papà Roberto Ciano - niente a che vedere con il genero
del Duce, ma “dalla reazione al cognome nelle presentazioni,
si può intuire l’orientamento politico dell’interlocutore”,
spiega sorridendo - è agente di polizia, in servizio alla
questura di Reggio dopo alcuni anni in quella di Milano.
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Nausicaa coccolata dal cuginetto
Niccolò. |
Una passione,
quella per la Polizia, nata forse nell’infanzia, quando abita
a un passo dalla sede della stradale di Castelnovo e la frequenta
quotidianamente. Ma tra i vicini di casa c’è anche
Alexia... Si “fidanzano” nell’’88, poco
più che quattordicenne lei, non ancora diciassettenne lui.
A incontrare l’opposizione della famiglia è soprattutto
Alexia; per la mamma di Roberto, Giuliana Braglia, di Felina, oggi
infermiera al S. Anna, precisamente ferrista in sala operatoria, è quasi
il ripetersi della propria giovinezza: non aveva infatti molto
più di questa età il giorno del matrimonio, e a 18
anni era già mamma. Giovanissimi anche i bisnonni, Renata
Giglioli e Renzo Braglia, il cui primo incontro avvenne nel 1947,
durante i festeggiamenti per l’elezione di Nello Lusoli a
sindaco di Carpineti, quando lui ha 20 anni e lei 15. Sono i bisnonni
a portare in dono a Nausicaa la forza e la speranza di un secolo
di lotte per il progresso individuale e collettivo.
E’ Renzo
a sollecitare ancor oggi l’interesse della ricerca storica
locale per “il paese più rosso della montagna”,
per la nascita e l’evoluzione della cooperazione a Felina,
per l’azione clandestina del Partito comunista nel corso
del Ventennio. Mezzadro con il padre Paolo in quel podere de Le
Tegge che, comprato nel 1972 dal Comune di Castelnovo, è ai
giorni nostri il più importante centro di socialità della
montagna, Renzo Braglia entra giovanissimo nella Resistenza, conoscendo
a 17 anni l’esperienza di essere catturato e portato ai Servi.
Liberato, viene assegnato al Comando unico di zona e percorre le
aree partigiane al seguito ora di Miro, ora di Monti. Negli anni
Cinquanta, “l’abbandono della terra”, l’esperienza
del “cantiere” a 500 lire il giorno, quindi l’emigrazione
a Genova come carpentiere - una camera con l’uso del bagno,
mangiando sul letto finché non c’è la possibilità di
una portineria per Renata e conseguentemente un appartamento per
la famiglia - il tempo di mettere da parte qualcosa e si torna
a Castelnovo. Sfiora invece la storia dell’intero secolo
la trisavola Iride Ugoletti, nata il 18 maggio 1907, cui la spagnola
portò via la mamma lasciandola orfana ancora bambina.
| NONNI E BISNONNI
Da sinistra, Arturo Cavalletti (marito di Giuliana), Renata
Giglioli, Giuliana Braglia col papà Renzo. |
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Una
vita da “anello forte”, secondo l’espressione
cara a Nuto Revelli, spesa ad aiutare il marito Paolo nella conduzione
dei campi e della stalla e contemporaneamente a crescere i figli
e accudire la casa. Oggi, dopo sei figli, dodici nipoti e quattro
pronipoti, raggiunge con Nausicaa la quinta generazione. Eccoci
di nuovo a lei, a Nausicaa, che ha davanti un secolo che vorremmo
davvero altro. Che cosa sogna per lei mamma Alexia? “Che
sia creativa”. E che vicini vorrebbe per lei papà Roberto,
cresciuto accanto ai poliziotti? “Dei vicini rispettosi”.
Come non essere d’accordo? |