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Teogene
Lodi
Teogene Lodi: commerciante di professione,
fotografo per passione. Una storia lunga quasi novant’anni,
trascorsa nel lavoro della cartolibreria di famiglia
sotto i portici di S. Pietro a Reggio e in giro per la
provincia a immortalare paesaggi, abitazioni signorili
e rustiche, emergenze architettoniche, dettagli, persone
intente al lavoro. Nato nel 1912 a Correggio, si trasferì con
la famiglia a Reggio nel 1921.
La prima macchina fotografica,
a soffietto, gli fu regalata dal padre, dopo tante preghiere,
nel 1930. La passione forte, spontanea, per la fotografia,
aveva finalmente lo strumento per esprimersi. Aveva iniziato
a dodici anni a fare il commesso nella cartolibreria
Fontanesi di via Roma, ma quel lavoro gli andava stretto,
e così aprì una “sua” cartolibreria,
prima in corso Garibaldi poi nella sede storica di via
Emilia S. Pietro, dove rimase per oltre quarant’anni,
fino all’età della pensione, nel 1977.
Sue
le immagini delle cartoline di Reggio, Modena, Parma,
Piacenza e delle località delle rispettive province
che per decenni viaggiarono in Italia. “Relca Foto” oppure “Foto
Lodi” i marchi inconfondibili di cartoline che
ora vengono ricercate e collezionate e che testimoniano
la realtà antica di paesi e borghi ormai del tutto
cambiati. Epiche le sue imprese per andare a fotografare
luoghi non ancora raggiunti dalle strade. Tra tutti,
però, la nostra montagna è privilegiata,
e già da giovanissimo, durante le salite in bicicletta
dalla città (nella foto, Teogene è quello
a sinistra), furono frequenti le soste poco prima dell’abitato
di Felina, nel punto in cui per vedere il Salame, la
Pietra e il profilo del Cusna basta un unico colpo d’occhio.
Proprio
lì, al Fariolo, volle costruire una casa,
per esser più vicino ai luoghi che tanto amava.
Dopo la pensione continuò per hobby a fotografare,
regalandoci immagini che costituiscono ora un patrimonio
ricchissimo. Foto e diapositive in bianco e nero, e poi
tantissime altre a colori. Con l’avvento del colore
disse definitivamente addio al bianco e nero, che, sosteneva,
non esaltava le bellezze della natura. Di quel periodo,
però, restano immagini che sono fedeli testimoni
della vita di allora, del trascorrere del tempo e della
nostra storia.
Ecco, allora, che troviamo massaie intente
a lavare i panni accanto a un bovino che si disseta,
i contadini che tornano dai campi dopo una dura giornata
di lavoro o un pastore che conduce il suo gregge verso
il pascolo. Oppure quel simbolo del Duce dipinto sul
Fortino, o ancora quella strada ferrata tra i boschi
che attraversava mezzo Appennino e che oggi è sparita.
A migliaia gli scatti di Lodi sono gelosamente custoditi
dalla moglie, mentre 2.888 diapositive a colori e cento
cartoline - documenti preziosi del territorio reggiano
-sono stati donati nel 1999 all’archivio storico
della Fototeca della Biblioteca Panizzi. Di carattere
dolce e mite, Teogene Lodi volle sempre restare nell’ombra,
tra l’altro “rifiutando - dice la moglie,
Anna Zarotti - l’onorificenza di Cavaliere del
lavoro per la quale era stato designato”.
Teogene
ha fotografato fino alla morte, avvenuta improvvisamente
in casa nel 2001, quando ancora amava documentare con
la sua inseparabile macchina fotografica “la vita
e i giorni”. La moglie e i nipoti ne curano ora
la memoria, offrendo all’ammirazione di tutti parte
del grande patrimonio fotografico di Teogene Lodi, un
artista dell’obiettivo. In copertina: Il Castello
di Rossena, la Torre di Rossenella e il Castello di
Canossa sullo sfondo - Teogene Lodi |