TUTTOMONTAGNA
SOMMARIO
n. 174 Febbraio 2012
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Castello e paese visti dal cielo
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La Rocca di Minozzo
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La centrale idroelettrica
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Il parco-avventura di Cervood a Cervarezza
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La Pietra di Bismantova (foto Benito Vanicelli)
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Il castello della Gran Contessa Matilde.
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Il castello di Sarzano
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Il castello delle Carpinete
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Il castello (veduta aerea)
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La corte di Legoreccio
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Il castello detto "Salame"
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Cerreto Laghi, rinomata stazione sciistica
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Il monte Cusna (foto Benito Vanicelli)
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Il lago del Ventasso (o Calamone).
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La millenaria pieve matildica
TUTTOMONTAGNA n. 174 di Febbraio 2012
è in edicola
Il sommario di questo numero.
ATTUALITA' & GENTE
Le grandi manovre sulle Unioni del dopo Comunità montana: con chi andrà Canossa?
Il nostro dibattito sulla riforma degli Enti locali: via le Province, ma i comuni sono troppi.
Il bilancio demografico del 2011. Anche la cicogna è in crisi: 34 montanari in meno.
Fa discutere il progetto per la riqualificazione della piazza di Vezzano. Cosa dice la gente.
Due cuori e una casa di paglia. A Cavandola il progetto ecologico dei coniugi Gottardi.
Vista panoramica sul mondo: tre donne di città riaprono l'ostello della Gabellina.
VOLONTARIATO, PERSONAGGI ED EVENTI
L'Auser di Canossa: volontari anziani, ma non solo, al servizio della comunità.
Auser Villa Minozzo: grande successo per lo spettacolo teatrale dei ragazzi speciali.
Cronache di Natale dai nostri paesi: il regalo più bello è sempre il sorriso.
Tante storie nei presepi in vetrina: a Baiso grande successo per la seconda edizione.
Paullo di Casina: l'iniziativa "Scuola Più" da anni mette al centro i piccoli.
La storia di Triestina Piazzi, australiana che non ha dimenticato le origini montane.
Raduno a Cavola: i Lugari celebrano la saga della loro famiglia riunendo cinque generazioni.
Nel paese delle vedove: a Cervarolo d'inverno vivono solo sette persone. Le loro storie.
STORIA, ARTE E CULTURA
Il Risorgimento, vicenda "tumultuosa": i fatti dell'Unità come li visse l'Appennino ricostruiti dal prof Giovanelli.
La vita di Marchett da la Cèsa: le sue satire tennero alto il morale anche a Kahla.
Com'era verde la valle tra il rio Maillo e il Tassobbio punteggiata dai 14 mulini.
Scatti diversi e mai banali: Tiziano "Biromix" Spelti racconta la propria arte fotografica.
Il muratore che costruisce musica: Luca Mercanti di Cavola suona e realizza chitarre.
Astro nascente felinese: l'artista Francesco Marchesi alla corte dell'Aida.
Intervista esclusiva a Giorgio Comaschi: ma te ci sei su feizbuk?
SPORT
In trasferta con Razzo Razzoli, tutte le foto in Val Badia e Adelboden.
Fratelli fulmini: Stefano e Lorenzo Fioroni di Costabona assi del campionato di velocità.
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detto fra noi
Quando il destino è nel nome
di Michele Campani
E' sempre difficile trovare dei motivi per aprire con ottimismo la finestra di un nuovo anno sui nostri paesi di crinale, sistematicamente alle prese con quel morbo che si chiama spopolamento e che si accompagna – ancor più in situazioni di crisi come quella attuale – con la pressoché assoluta impossibilità di offrire occasioni occupazionali, con la perdita di servizi o nella migliore delle ipotesi in una loro "razionalizzazione" (termine molto di moda e soluzione elegante per dire che se ci accontentiamo è bene, se no sono cavoli...). E con la condanna a pagare salato il "lusso" di vivere dove si è nati, circondati da un paesaggio maestoso e amico ma che per conformazione è anche ostile, franoso, e che essendo marginale nel sistema-paese viene servito poco e male dalle vie di comunicazione, siano esse stradali o telematiche.
Viene da chiedersi: come si può investire (energie, sogni... la nostra vita) in un quadro dalle tinte così fosche?
Allora vanno colti – oppure anche solo immaginati, che va bene lo stesso – quei piccoli segnali di speranza che in realtà sono il grido forte di chi vuole ribellarsi a un destino che sembrerebbe già scritto. Nascono meno bambini nel crinale del 2011 ma portano nomi beneauguranti, come leggerete qualche pagina più avanti: Serena, Beatrice, Aurora... Proprio l'arrivo di questa ultima all'inizio del nuovo anno può e deve rappresentare il segnale che è possibile sognare un futuro per il crinale e per i suoi abitanti, che quella di arrenderci è una strada che non imboccheremo mai, che un nuovo giorno sta iniziando e che dipenderà anche da noi se sarà pieno di nubi, flagellato dalle intemperie oppure bagnato dal sole.
A volte il destino delle persone è proprio nel nome.
Rosalba è un nome che ne contiene due, entrambi dolci e delicati: una giornata nuova illuminata dal colore che è un concentrato di ottimismo. Rosalba ha incontrato una famiglia della nostra montagna nella notte terribile del naufragio all'isola del Giglio e non ha esitato ad aprire le porte della propria casa a mamma, papà e due figli. E poi ad altri crocieristi piombati nell'incubo. E come lei hanno fatto tutti gli abitanti della piccola e meravigliosa perla del Tirreno, in uno slancio di generosa ospitalità che ha commosso l'Italia e il mondo. Niente di eroico, per carità, se paragonato – restando alla sciagura navale – a gesti di estremo altruismo che rimarranno nella memoria collettiva insieme a questo triste evento. Una cosa spontanea e che dovrebbe essere del tutto normale ma non lo è mai, in un mondo dove a prevalere sono spesso altri miti, altri obiettivi, altri valori.
Non ho dubbi che sarebbe accaduto altrettanto se una evenienza simile fosse avvenuta qui da noi: avremmo aperto le porte come ha fatto Rosalba. L'abbiamo già fatto tante volte e continuiamo a farlo. Del resto quelli della solidarietà e dell'accoglienza, del volontariato e del piacere interiore che esso regala sono valori che la nostra montagna coltiva ed esprime da sempre, dentro al territorio oppure in posti lontani.
- La mancata (finora) riapertura della stazione sciistica di Febbio non è certo un vanto per nessuno. Amministratori pubblici compresi. Il dubbio che ci sia mossi solo alle porte dell’inverno (perdendo ulteriore tempo in schermaglie verbali fra Comune e Provincia prima di collaborare fattivamente) è infatti più che concreto, anche se nel contempo va riconosciuta la complessità dell'operazione, di una situazione che è stata "ereditata" e, certo, anche l'impegno profuso. Un inverno finora molto anomalo e la scarsità di precipitazioni nevose hanno in parte attenuato il dolore, ma la stazione chiusa è una macchia. Però l'invito all'ottimismo non deve cadere nel vuoto, e il coinvolgimento significativo dei privati nella conduzione ci ispira un sogno: che Febbio rinascerà presto.
LA VIGNETTA DI GIF |
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| UN CARABINIERE MOLTO AMATO |
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